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L'Inguaribile Cancro Della Medicina
Noi uomini, i privilegiati da Dio, animati dal soffio divino, !e creature più intelligente dell'universo, ci comportiamo come l’animale più stupido, viscido e perverso del mondo. Abbiamo in tutti i millenni adoperato la nostra eccelsa intelligenza per sopraffare, soggiogare, martirizzare e uccidere i nostri simili; e infine ammalare e distruggere noi stessi. Così nei primordi della civiltà, cosi in tutte le epoche, e allo stesso modo, anzi più ancora, oggi che abbiamo raggiunto un inimmaginabile progresso tecnologico. Quanto più un popolo si considera nei più alti livelli di civiltà, quanto più ogni ricchezza e conoscenza possiede, tanto più diventa egoista, avido, feroce e ammalato. E più presto invecchia e muore. Si, anche la medicina è ammalata, anzi è essa stessa una malattia, un cancro immane e terribile che invade con grosse metastasi l'intera umanità. Pensiamo un momento all'insieme delle organizzazioni sanitarie, all'esercito degli addetti a mantenere la salute dell'umanità, ai complessi universitari, agli ospedali, alle case di cura e convalescenziari, alle stazioni climatiche; e poi alle enormi fabbriche dei medicinali con tutte le industrie ausiliarie, alle organizzazioni commerciali per la distribuzione dei rimedi chimici, fisici e radianti. Aggiungiamo poi tutte le persone, medici e non medici, laureati e analfabeti, guaritori, maghi, santoni di tutte le religioni, quelli delle erbe, degli aghi, dell'inconscio e di tutte le branche dell'Altra Medicina, e si arriva a quel cancro enorme che succhia e mangia (in lingua Sarda lo chiamano «Su Mandiadori» = il mangiatore) sangue, la carne e tutte le risorse dell'umanità, La quale, ormai stremata e «senza futuro» (come dimostra L.O. Speciani nel suo libro «l'uomo senza futuro»), corre inebetita e rassegnata verso la sua estinzione. Com'è possibile che figlio di Dio, che predica la Legge dell'amore affermata da tutte le più elevate religioni, non riesca a scrollarsi di dosso, questo cancro enorme, e usare per la propria salvezza la stessa intelligenza che gli ha consentito di mettere il piede sulla luna, e dispingere lo sguardo su modi molto lontani? L'umanità tutta, come istupidita, distratta da piccoli egoismi e vane dispute e risse (come i famosi capponi di Renzo), non vede il baratro al quale si avvicina irrimediabilmente e con estrema rapidità. Eppure non sono mancati coloro che hanno cercato, moderne cassandre, quasi urlando, di scongiurare il pericolo. II compianto A.G. Maccacaro, con la collana Medicina e Potere di Feltrinelli, da lui fondata e diretta, e con tutta la sua opera di medico e di cittadino non fece, fino alla sua morte prematura, che segnalare tutti i difetti della medicina. I! Prof. Delort ebbe a dire all'Accademia di Bourges: «E la medicina? è morta e va rifondata». E’ chiaro anche L. O. Speciani, del quale sono queste frasi: «Diciamo che è necessario cambiare tutto, il medico come il malato e la medicina». «La medicina è la più disumanizzata di tutte (le scienze). Anche per questo siamo ora esposti al pericolo definitivo, cioè l'estinzione della specie». «La medicina è in crisi nella pratica, nella teoria, persino nei risultati». E altrove: «La medicina è degenerata in un opaco marchingegno costoso e inutile, una sbornia di tecnica senz'anima nê amore.... sempre phi complicata, costosa e insoddisfacente». Hans Ruesch (l'Imperatrice Nuda -Mondadori) dice a pag. 177: «l'attuale medicina non è neppure lontanamente una «Scienza», bensi un garbuglio di superstizioni, di nozioni confuse e confusionarie...». Ivan Illich (Nemesi Medico - Mondadori): anche lui, come Ruesch, profondo conoscitore di medicina, pur non essendo medico, dimostra, dopo accurato esame di quanto è stato studiato e detto dai migliori e più preparati studiosi della materia, che «La crisi della medicina può permettere al profano di rivendicare efficacemente il proprio controllo sulla percezione, classificazione e decisione sanitaria... II profano e non il medico ha la potenziale prospettiva e il potere effettivo per arrestare l'imperversante epidemia iatrogena (ossia le malattie provocate dai medici e dalle medicine). Vi sono anche altri innumerevoli Scienziati che denunciano i gravi mali dell'attuale medicina. Pur tralasciando i difetti contingenti (in Italia più gravi che altrove) dell'organizzazione del servizio sanitario, molti studiosi illustri ne denunciano i mali più profondi. Molti medici ripetono, sfiduciati, quanto disse Hanemann (inventore dell'omeopatia) quando, deluso della medicina tradizionale, chiuse il suo studio: «Non guarisco più non riesco più a guarire gli uomini; che cosa, allora, sto facendo?». Jan Rostand, accademico di Francia e grande biologo: «L'effetto del progresso terapeutico è stato quello di rinforzare il male, di alimentarne la fonte. Oggi la medicina è fornitrice di tare: si recluta essa stessa i clienti... coltiva la malattia; l'aggrava». II prof. J. Danielli, premio Nobel,ha detto che «Gli antibiotici hanno determinato danni molto superiori ai vantaggi» e i medici Cordelfa e Cardelli aggiungono che gli antibiotici «sono considerate responsabili della cronicizzazione del male, di infezioni specifiche, reazioni allergiche, tossicità cellulare diretta e indiretta e alterazione dell'equilibrio vitaminico». Si potrebbe continuare a lungo con queste impietose e feroci dichiarazioni e attestati contro la medicina ufficiale. Nonostante tutto ciò persiste una grande immeritata fiducia nei rimedi rovesciati a valanga sui miseri pazienti, le cui file sono in aumento continuo. Tale fiducia deriva da brillanti risultati ottenuti sia pure in questioni marginali; dall'efficacia immediata (spesso passeggera e fallace, talora anche nociva) di medicinali sedativi e sintomatici; dall'utilità di certe cure sostitutive, pur molto utili. Tale fiducia si spiega con la vittoria (sia pure da molti ridimensionata) contro le grandi malattie infettive del passato e coi progressi, veramente meravigliosi, conseguiti dalla chirurgia e nelle ricerche di laboratorio, nell'embriologia, nella genetica ecc. Tali risultati sono certo di grande utilità, ma sono solo marginali; fanno passare in second'ordine il fallimento pressoché totale nella guarigione delle più gravi malattie del secolo: cancro, arteriosclerosi, artrosi. Si sostiene perciò, da molti, che i più feroci critici dei mali della medicina, come Maccacaro, Speciani, Ruesch, Illich ecc., hanno esagerato, gonfiando di proposito tali mali. Eppure la maggior parte dei medici preparati e seri, riconoscono che la severa diagnosi fatta da costoro, è esatta, ma che non sono riusciti a dare indicazioni precise e valide sui rimedi da adottare. Questo si spiega col fatto che i più aspri critici, ad eccezione forse dello Speciani, non hanno mostrato di avere idee molto chiare sulle cause profonde (oltre al menefreghismo, alla disumanità, all'eccessivo tecnicismo) che hanno provocato la mortale crisi dell'attuale medicina. Ciò che ha impedito alla Medicina di evitare il fallimento consiste nell'ignoranza pressoché totale delle cause delle malattie. Coi suoi metodi esasperatamente e costantemente tecnicistici non è riuscita ancora a scoprire perché una cellula da sana diventa cancerosa, la causa dell'artrosi, dell'arteriosclerosi e delle altre malattie cronico-degenerative e dismetaboliche, non è stata chiarita ancora. Senza la conoscenza delle cause, tanto la prevenzione quanto la terapia sono necessariamente arbitrarie e irrazionali, quindi opinabili e per conseguenza in gran parte inefficienti; spesso dannose. Questo soprattutto perché la «corporazione» medica ha sempre rifiutato di prendere in esame gli studi della medicina psicosomatica, che è la strada maestra per la medicina dell'avvenire. La semplice e unica Legge della Salute (che rende possibile una razionale prevenzione e un'efficace terapia) è sufficiente a spianare e a chiarire in tutti i particolari tale nuova strada che condurrà a un'umanità più sana e più felice. |