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Saggio: Gli Stress Psichici Causa Di Tutte Le Malattie 1970

Libro: Medicina Anno Zero 1983

Periodico: La Medicina Dell'Avvenire 1980-1988

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Psychic Stress The Cause of all Diseases 1970

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La Medicina Dell Avvenire

L'Inguaribile Cancro Della Medicina

Noi uomini, i privilegiati da Dio, ani­mati dal soffio divino, !e creature più in­telligente dell'universo, ci comportiamo come l’animale più stupido, viscido e perverso del mondo.

Abbiamo in tutti i millenni adoperato la nostra eccelsa intelligenza per sopraffa­re, soggiogare, martirizzare e uccidere i nostri simili; e infine ammalare e distrug­gere noi stessi.

Così nei primordi della civiltà, cosi in tutte le epoche, e allo stesso modo, anzi più ancora, oggi che abbiamo raggiunto un inimmaginabile progresso tecnologico.

Quanto più un popolo si considera nei più alti livelli di civiltà, quanto più ogni ricchezza e conoscenza possiede, tanto più diventa egoista, avido, feroce e am­malato. E più presto invecchia e muore.

Si, anche la medicina è ammalata, an­zi è essa stessa una malattia, un cancro immane e terribile che invade con grosse metastasi l'intera umanità.

Pensiamo un momento all'insieme delle organizzazioni sanitarie, all'esercito degli addetti a mantenere la salute dell'umanità, ai complessi universitari, agli ospedali, alle case di cura e convale­scenziari, alle stazioni climatiche; e poi alle enormi fabbriche dei medicinali con tutte le industrie ausiliarie, alle organizza­zioni commerciali per la distribuzione dei rimedi chimici, fisici e radianti. Aggiun­giamo poi tutte le persone, medici e non medici, laureati e analfabeti, guaritori, maghi, santoni di tutte le religioni, quelli delle erbe, degli aghi, dell'inconscio e di tutte le branche dell'Altra Medicina, e si arriva a quel cancro enorme che succhia e mangia (in lingua Sarda lo chiamano «Su Mandiadori» = il mangiatore) sangue, la carne e tutte le risorse dell'umanità, La quale, ormai stremata e «senza futuro» (come dimostra L.O. Speciani nel suo libro «l'uomo senza futuro»), corre inebe­tita e rassegnata verso la sua estinzione.

Com'è possibile che figlio di Dio, che predica la Legge dell'amore affermata da tutte le più elevate religioni, non riesca a scrollarsi di dosso, questo cancro enorme, e usare per la propria sal­vezza la stessa intelligenza che gli ha con­sentito di mettere il piede sulla luna, e di­spingere lo sguardo su modi molto lonta­ni?

L'umanità tutta, come istupidita, di­stratta da piccoli egoismi e vane dispute e risse (come i famosi capponi di Renzo), non vede il baratro al quale si avvicina ir­rimediabilmente e con estrema rapidità.

Eppure non sono mancati coloro che hanno cercato, moderne cassandre, quasi urlando, di scongiurare il pericolo.

II compianto A.G. Maccacaro, con la collana Medicina e Potere di Feltrinelli, da lui fondata e diretta, e con tutta la sua opera di medico e di cittadino non fece, fino alla sua morte prematura, che segna­lare tutti i difetti della medicina. I! Prof. Delort ebbe a dire all'Accade­mia di Bourges: «E la medicina? è morta e va rifondata». E’ chiaro anche L. O. Spe­ciani, del quale sono queste frasi: «Dicia­mo che è necessario cambiare tutto, il me­dico come il malato e la medicina». «La medicina è la più disumanizzata di tutte (le scienze). Anche per questo siamo ora esposti al pericolo definitivo, cioè l'estin­zione della specie». «La medicina è in cri­si nella pratica, nella teoria, persino nei ri­sultati». E altrove: «La medicina è dege­nerata in un opaco marchingegno costoso e inutile, una sbornia di tecnica senz'ani­ma nê amore.... sempre phi complicata, costosa e insoddisfacente».

Hans Ruesch (l'Imperatrice Nuda -Mondadori) dice a pag. 177: «l'attuale medicina non è neppure lontanamente una «Scienza», bensi un garbuglio di su­perstizioni, di nozioni confuse e confusio­narie...».

Ivan Illich (Nemesi Medico - Mondadori): anche lui, come Ruesch, profondo conoscitore di medicina, pur non essendo medico, dimostra, dopo accurato esame di quanto è stato studiato e detto dai mi­gliori e più preparati studiosi della materia, che «La crisi della medicina può per­mettere al profano di rivendicare efficace­mente il proprio controllo sulla percezio­ne, classificazione e decisione sanitaria... II profano e non il medico ha la potenziale prospettiva e il potere effettivo per arre­stare l'imperversante epidemia iatrogena (ossia le malattie provocate dai medici e dalle medicine).

Vi sono anche altri innumerevoli Scienziati che denunciano i gravi mali dell'attuale medicina. Pur tralasciando i difetti contingenti (in Italia più gravi che altrove) dell'organizzazione del servizio sanitario, molti studiosi illustri ne denun­ciano i mali più profondi. Molti medici ri­petono, sfiduciati, quanto disse Hane­mann (inventore dell'omeopatia) quando, deluso della medicina tradizionale, chiuse il suo studio: «Non guarisco più non rie­sco più a guarire gli uomini; che cosa, al­lora, sto facendo?».

Jan Rostand, accademico di Francia e grande biologo: «L'effetto del progresso terapeutico è stato quello di rinforzare il male, di alimentarne la fonte. Oggi la me­dicina è fornitrice di tare: si recluta essa stessa i clienti... coltiva la malattia; l'ag­grava». II prof. J. Danielli, premio No­bel,ha detto che «Gli antibiotici hanno determinato danni molto superiori ai van­taggi» e i medici Cordelfa e Cardelli ag­giungono che gli antibiotici «sono consi­derate responsabili della cronicizzazione del male, di infezioni specifiche, reazioni allergiche, tossicità cellulare diretta e indi­retta e alterazione dell'equilibrio vitami­nico».

Si potrebbe continuare a lungo con queste impietose e feroci dichiarazioni e attestati contro la medicina ufficiale.

Nonostante tutto ciò persiste una grande immeritata fiducia nei rimedi ro­vesciati a valanga sui miseri pazienti, le cui file sono in aumento continuo. Tale fi­ducia deriva da brillanti risultati ottenuti sia pure in questioni marginali; dall'effi­cacia immediata (spesso passeggera e fal­lace, talora anche nociva) di medicinali sedativi e sintomatici; dall'utilità di certe cure sostitutive, pur molto utili. Tale fiducia si spiega con la vittoria (sia pure da molti ridimensionata) contro le grandi malattie infettive del passato e coi pro­gressi, veramente meravigliosi, conseguiti dalla chirurgia e nelle ricerche di labora­torio, nell'embriologia, nella genetica ecc.

Tali risultati sono certo di grande utili­tà, ma sono solo marginali; fanno passare in second'ordine il fallimento pressoché totale nella guarigione delle più gravi ma­lattie del secolo: cancro, arteriosclerosi, artrosi. Si sostiene perciò, da molti, che i più feroci critici dei mali della medicina, come Maccacaro, Speciani, Ruesch, Illich ecc., hanno esagerato, gonfiando di pro­posito tali mali.

Eppure la maggior parte dei medici preparati e seri, riconoscono che la severa diagnosi fatta da costoro, è esatta, ma che non sono riusciti a dare indicazioni preci­se e valide sui rimedi da adottare.

Questo si spiega col fatto che i più aspri critici, ad eccezione forse dello Spe­ciani, non hanno mostrato di avere idee molto chiare sulle cause profonde (oltre al menefreghismo, alla disumanità, all'ec­cessivo tecnicismo) che hanno provocato la mortale crisi dell'attuale medicina.

Ciò che ha impedito alla Medicina di evitare il fallimento consiste nell'ignoran­za pressoché totale delle cause delle ma­lattie. Coi suoi metodi esasperatamente e costantemente tecnicistici non è riuscita ancora a scoprire perché una cellula da sa­na diventa cancerosa, la causa dell'artro­si, dell'arteriosclerosi e delle altre malattie cronico-degenerative e dismetaboliche, non è stata chiarita ancora.

Senza la conoscenza delle cause, tanto la prevenzione quanto la terapia sono ne­cessariamente arbitrarie e irrazionali, quindi opinabili e per conseguenza in gran parte inefficienti; spesso dannose.

Questo soprattutto perché la «corpo­razione» medica ha sempre rifiutato di prendere in esame gli studi della medicina psicosomatica, che è la strada maestra per la medicina dell'avvenire.

La semplice e unica Legge della Salute (che rende possibile una razionale preven­zione e un'efficace terapia) è sufficiente a spianare e a chiarire in tutti i particolari tale nuova strada che condurrà a un'uma­nità più sana e più felice.