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Pagina 3 di 5 Origini della «Legge» Nel Giugno 1970, uscendo da un convegno sulle malattie cardiovascolari che si stava svolgendo nella Clinica Medica di Cagliari, nel calore di una discussione nella quale sostenevo che nell'insorgenza e nel decorso di tali malattie hanno sicuramente un peso notevole le condizioni psicologiche, (mentre gli studiosi o accennano appena a tale fattore o lo tacciono del tutto), mi venne all'improvviso di dire: «E se tutte le malattie fossero causate dalla nostra mente?». La risposta mi venne alle labbra subito, come un'esplosione, come se fosse già da tempo alla superficie dell'inconscio, pronta a balzar fuori, nella chiara luce della coscienza: «Si, tutte le malattie sono provocate da cause psicologiche!». Fui subito certo di tale «verità», tanto che mi stupivo che nessuno l'avesse vista prima di me. Mi parve di avere «scoperto» qualcosa di nuovo e di veramente grande e ne provai una soddisfazione indicibile, una specie di estasi che durò vari giorni, meditando sulle benefiche conseguenze che avrebbe prodotto nella Medicina e in tutto il vivere civile. Da tale data ho dedicato tutto il mio tempo disponibile (trascurando notevolmente la professione e altri interessi) a ricercare dati ed elementi per dimostrare a me stesso e al mondo la «verità» da me intravista. M'imbattei cosi finalmente, dopo sei anni di studi universitari e oltre trenta di professione a pieno ritmo, nella Medicina Psicosomatica, alla quale ho già accennato, che viene esclusa, come una povera e inutile Cenerentola, dalla cosiddetta Scienza Medica; allo stesso modo dell'ipnosi, che già da alcuni secoli, ma specialmente negli ultimi decenni, ha dimostrato di essere uno strumento utile, in molti casi insostituibile, per la guarigione delle malattie. Causano doloroso stupore queste vere e proprie aberrazioni, volute da assurdi e poco puliti interessi personali e di corporazione, che impediscono a milioni di pazienti di beneficiare di ineguagliabili terapie. Nel 1970/71 feci stampare un volumetto, «Gli stessi Psichici causa di Tutte le Malattie», che distribui e inviai a parecchie centinaia di persone (medici di tutte le categorie, compresi numerosi ipnotisti e psicosomatisti, a giornalisti, a politici, ecc.). Tale studio venne pubblicato nella Rivista Internazionale di Psicologia e Ipnosi. Ne parlai in vari congressi e convegni, alla Rai, in alcune Video private, ecc. Mi illudevo che la mia tesi avrebbe suscitato se non consensi, almeno un notevole interesse, con apprezzamenti anche malevoli, critiche e obbiezioni. Invece sempre un'accoglienza deludente, fredda. Se mi veniva data una risposta, era sempre il solito ritornello: «Ammetto per alcune malattie, ma per tutte no! Non bisogna generalizzare...». Non ho ancora trovato alcuno che condivida pienamente la mia tesi sulla causa psichica di tutte le malattie (escluse poche di scarsa incidenza: genetiche, da veleni, da gravi traumi, ecc.). Vi sono bensì parecchi studiosi i quali, specie negli anni 70, sono arrivati a comprendere tra le malattie psicosomatiche anche il cancro e poi le malattie cronico-degenerative (L. O. Speciani e forse il più qualificato). Ne ho invece trovato due nel passato: Paracelso e Groddeck. Il primo, intorno al 1500, disse presso a poco, nel «Paramirum»: «Quando ti ammali non è il tuo corpo che si ammala, ma il tuo spirito. Non badare perciò a curare il tuo corpo: sarebbe fatica sprecata. Guarisci il tuo spirito e ne seguirà la guarigione del tuo corpo», Tuttavia viene da pensare che neppure lo stesso Paracelso fosse convinto di quanto affermava, perché continua a ricercare rimedi fisici e chimici contro le malattie. La sorpresa maggiore mi venne dalla lettura del Carteggio Freud-Groddeck (Adelphi Editore, 1973). Nelle lettere scritte a Freud dal 1917 al 1934, anno della sua morte, Groddeck affermava che l'«ES», ossia l'inconscio, provoca tutte le malattie: dalla nevrosi alla poliartrite e all'endometrite, dal vizio cardiaco al cancro, dalla blefarite al gozzo e al raffreddore. Di conseguenza e lo stesso inconscio che le guarisce; non il medico con le sue medicine, siano esse chimiche o psichiche. Questi concetti limpidi e precisi chiariva Groddeck a Freud particolarmente in due lettere del lontano Giugno 1917. In altra lettera del 5/12/1923 ribadiva: «Sono diventato veramente folle delle mie idee, che per me non esistono malattie incurabili…» Come accoglieva Freud queste grandi verità di Groddeck? Con frasi come queste:.... «Perchè si butta nel misticismo, annulla la differenza fra psichico e fisico e si fissa su teorie filosofiche che sono fuori luogo?» (lettera del 5-9-17). «... se anche la Sua posizione nei riguardi della differenza tra fisico e psichico non coincide del tutto con la nostra» (lettera 29/7/17). «Nutro un grandissimo interesse per le Sue concezioni e solamente mi chiedo, perplesso, fino a che punto potranno essere dimostrate» (Lett. 9/10/917). «Le mie divergenze critiche verso di Lei sono apparse fin dall'inizio della nostra corrispondenza. E cioè che non condivido il suo panpsichismo ...che secondo me lei ha preso troppo precocemente a disprezzare la ragione e la scienza... Che Lei mi sembra aver troppo fedelmente conservato le tracce di precedenti fissazioni, ecc....» (lett. 12/2/1922). «Nel Suo es. naturalmente, io non riconosco il mio es. civilizzato, borghese, privo di misticismo» (lett. 18/6/1925). «Lei era caduto nella mitologia dell'es. nell'annullamento di ogni differenza, e in una sterile monotonia...» (lett. 7/9/27). E probabile che questo atteggiamento di Freud, critico e demolitore verso le convinzioni di Groddek, pur senza addurre argomenti validi contro di esse, abbia contribuito a frenare l'entusiasmo e a metterlo in cattiva luce presso gli psicanalisti, che d'altronde a stento ne sopportavo la rude franchezza. Groddek stesso manifesta verso il suo «maestro» tutto il suo orgoglioso risentimento in una delle sue ultime lettere, quella del 9/9/1927. In questa pervicace ostilità di Freud sta forse la spiegazione del perchè il grande medico che fu Groddek venne dimenticato per una quarantina di anni. Mi risulta che solo dalla seconda metà degli anni 60 in poi sono state pubblicate di nuovo le sue opere pia significative. Negli studi che sono apparsi e nelle recensioni sono state messe in evidenza e apprezzate le sue doti di scrittore e di analista, sia pure eretico («selvaggio» come amava autoqualificarsi), senza che nessuno abbia mai, che io sappia, dato peso alle sue tesi e convinzioni, nelle quali penso consista la sua originalità e la sua grandezza. La tesi che più era cara a Groddek, cioè che «tutte le malattie sono provocate dall'inconscio», non mi risulta che abbia trovato alcuna eco in nessuno studioso di psicosomatica o di ipnosi e meno ancora, ovviamente, in alcun luminare della medicina. Cosi il mitico Freud (la cui fantasiosa creazione, la psicanalisi, pur utile per qualche verso, non contribuisce in modo sensibile a guarire le nevrosi) è stato tre volte nefasto alla salute umana: 1° - Per aver rallentato notevolmente l'evolversi e il progredire della psicologia e della psichiatria. 2° - Per aver dato un duro colpo all'ipnositerapia, dopo essersene infatuato osservando le eccezionali guarigioni effettuate dal Bernheim, sentenziando sull'ipnotismo (che non sapeva praticare) avventati e arbitrari giudizi negativi, ripetuti poi pappagallescamente dai suoi discepoli, e di rimbalzo da tutti i luminari, della Medicina ufficiale, del tutto digiuni di tale materia. 3° - Per aver frenato l'entusiasmo di Groddek che senza le continue riprovazioni di Freud avrebbe precisato meglio le sue idee originali e utili per la salute degli individui. Il suo «amato maestro» fece invece di tutto perchè Groddek e le sue tesi fossero caduti in completo oblio per vari decenni.
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