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Saggio: Gli Stress Psichici Causa Di Tutte Le Malattie 1970

Libro: Medicina Anno Zero 1983

Periodico: La Medicina Dell'Avvenire 1980-1988

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Psychic Stress The Cause of all Diseases 1970

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della «Legge»

Nel Giugno 1970, uscendo da un con­vegno sulle malattie cardiovascolari che si stava svolgendo nella Clinica Medica di Cagliari, nel calore di una discussione nella quale sostenevo che nell'insorgenza e nel decorso di tali malattie hanno sicura­mente un peso notevole le condizioni psi­cologiche, (mentre gli studiosi o accenna­no appena a tale fattore o lo tacciono del tutto), mi venne all'improvviso di dire: «E se tutte le malattie fossero causate dalla nostra mente?».

La risposta mi venne alle labbra subi­to, come un'esplosione, come se fosse già da tempo alla superficie dell'inconscio, pronta a balzar fuori, nella chiara luce della coscienza: «Si, tutte le malattie sono provocate da cause psicologiche!».

Fui subito certo di tale «verità», tanto che mi stupivo che nessuno l'avesse vista prima di me. Mi parve di avere «scoper­to» qualcosa di nuovo e di veramente grande e ne provai una soddisfazione in­dicibile, una specie di estasi che durò vari giorni, meditando sulle benefiche conse­guenze che avrebbe prodotto nella Medi­cina e in tutto il vivere civile.

Da tale data ho dedicato tutto il mio tempo disponibile (trascurando notevol­mente la professione e altri interessi) a ri­cercare dati ed elementi per dimostrare a me stesso e al mondo la «verità» da me in­travista.

M'imbattei cosi finalmente, dopo sei anni di studi universitari e oltre trenta di professione a pieno ritmo, nella Medicina Psicosomatica, alla quale ho già accennato, che viene esclusa, come una povera e inu­tile Cenerentola, dalla cosiddetta Scienza Medica; allo stesso modo dell'ipnosi, che già da alcuni secoli, ma specialmente negli ultimi decenni, ha dimostrato di essere uno strumento utile, in molti casi insosti­tuibile, per la guarigione delle malattie.

Causano doloroso stupore queste vere e proprie aberrazioni, volute da assurdi e poco puliti interessi personali e di corpo­razione, che impediscono a milioni di pa­zienti di beneficiare di ineguagliabili tera­pie.

Nel 1970/71 feci stampare un volu­metto, «Gli stessi Psichici causa di Tutte le Malattie», che distribui e inviai a parec­chie centinaia di persone (medici di tutte le categorie, compresi numerosi ipnotisti e psicosomatisti, a giornalisti, a politici, ecc.). Tale studio venne pubblicato nella Rivista Internazionale di Psicologia e Ipnosi. Ne parlai in vari congressi e con­vegni, alla Rai, in alcune Video private, ecc. Mi illudevo che la mia tesi avrebbe suscitato se non consensi, almeno un no­tevole interesse, con apprezzamenti anche malevoli, critiche e obbiezioni. Invece sempre un'accoglienza deludente, fredda. Se mi veniva data una risposta, era sem­pre il solito ritornello: «Ammetto per al­cune malattie, ma per tutte no! Non biso­gna generalizzare...». Non ho ancora tro­vato alcuno che condivida pienamente la mia tesi sulla causa psichica di tutte le ma­lattie (escluse poche di scarsa incidenza: genetiche, da veleni, da gravi traumi, ecc.). Vi sono bensì parecchi studiosi i quali, specie negli anni 70, sono arrivati a comprendere tra le malattie psicosomati­che anche il cancro e poi le malattie cronico-degenerative (L. O. Speciani e forse il più qualificato).

Ne ho invece trovato due nel passato: Paracelso e Groddeck. Il primo, intorno al 1500, disse presso a poco, nel «Parami­rum»: «Quando ti ammali non è il tuo corpo che si ammala, ma il tuo spirito. Non badare perciò a curare il tuo corpo: sarebbe fatica sprecata. Guarisci il tuo spirito e ne seguirà la guarigione del tuo corpo», Tuttavia viene da pensare che neppure lo stesso Paracelso fosse convin­to di quanto affermava, perché continua a ricercare rimedi fisici e chimici contro le malattie.

La sorpresa maggiore mi venne dalla lettura del Carteggio Freud-Groddeck (Adelphi Editore, 1973). Nelle lettere scritte a Freud dal 1917 al 1934, anno della sua morte, Groddeck affermava che l'«ES», ossia l'inconscio, provoca tutte le malattie: dalla nevrosi alla poliartrite e all'endometrite, dal vizio cardiaco al can­cro, dalla blefarite al gozzo e al raffred­dore. Di conseguenza e lo stesso inconscio che le guarisce; non il medico con le sue medicine, siano esse chimiche o psichiche.

Questi concetti limpidi e precisi chiari­va Groddeck a Freud particolarmente in due lettere del lontano Giugno 1917. In altra lettera del 5/12/1923 ribadiva: «So­no diventato veramente folle delle mie idee, che per me non esistono malattie in­curabili…»

Come accoglieva Freud queste grandi verità di Groddeck? Con frasi come que­ste:.... «Perchè si butta nel misticismo, annulla la differenza fra psichico e fisico e si fissa su teorie filosofiche che sono fuori luogo?» (lettera del 5-9-17). «... se anche la Sua posizione nei riguardi della diffe­renza tra fisico e psichico non coincide del tutto con la nostra» (lettera 29/7/17). «Nutro un grandissimo interesse per le Sue concezioni e solamente mi chiedo, perplesso, fino a che punto potranno esse­re dimostrate» (Lett. 9/10/917). «Le mie divergenze critiche verso di Lei sono ap­parse fin dall'inizio della nostra corri­spondenza. E cioè che non condivido il suo panpsichismo ...che secondo me lei ha preso troppo precocemente a disprez­zare la ragione e la scienza... Che Lei mi sembra aver troppo fedelmente conserva­to le tracce di precedenti fissazioni, ecc....» (lett. 12/2/1922). «Nel Suo es. naturalmente, io non riconosco il mio es. civilizzato, borghese, privo di mistici­smo» (lett. 18/6/1925). «Lei era caduto nella mitologia dell'es. nell'annullamento di ogni differenza, e in una sterile mono­tonia...» (lett. 7/9/27).

E probabile che questo atteggiamento di Freud, critico e demolitore verso le convinzioni di Groddek, pur senza addur­re argomenti validi contro di esse, abbia contribuito a frenare l'entusiasmo e a metterlo in cattiva luce presso gli psicana­listi, che d'altronde a stento ne sopporta­vo la rude franchezza. Groddek stesso manifesta verso il suo «maestro» tutto il suo orgoglioso risentimento in una delle sue ultime lettere, quella del 9/9/1927.

In questa pervicace ostilità di Freud sta forse la spiegazione del perchè il grande medico che fu Groddek venne dimenti­cato per una quarantina di anni. Mi risul­ta che solo dalla seconda metà degli anni 60 in poi sono state pubblicate di nuovo le sue opere pia significative. Negli studi che sono apparsi e nelle recensioni sono state messe in evidenza e apprezzate le sue doti di scrittore e di analista, sia pure eretico («selvaggio» come amava autoqualificar­si), senza che nessuno abbia mai, che io sappia, dato peso alle sue tesi e convinzio­ni, nelle quali penso consista la sua origi­nalità e la sua grandezza. La tesi che più era cara a Groddek, cioè che «tutte le ma­lattie sono provocate dall'inconscio», non mi risulta che abbia trovato alcuna eco in nessuno studioso di psicosomatica o di ipnosi e meno ancora, ovviamente, in al­cun luminare della medicina.

Cosi il mitico Freud (la cui fantasiosa creazione, la psicanalisi, pur utile per qualche verso, non contribuisce in modo sensibile a guarire le nevrosi) è stato tre volte nefasto alla salute umana:

1° - Per aver rallentato notevolmente l'evolversi e il progredire della psicologia e della psichiatria.

2° - Per aver dato un duro colpo all'ipnositerapia, dopo essersene infatua­to osservando le eccezionali guarigioni ef­fettuate dal Bernheim, sentenziando sull'ipnotismo (che non sapeva praticare) avventati e arbitrari giudizi negativi, ripetuti poi pappagallescamente dai suoi discepoli, e di rimbalzo da tutti i luminari, della Medicina ufficiale, del tutto digiuni di tale materia.

3° - Per aver frenato l'entusiasmo di Groddek che senza le continue riprovazioni di Freud avrebbe precisato meglio le sue idee originali e utili per la salute degli individui. Il suo «amato maestro» fece invece di tutto perchè Groddek e le sue tesi fossero caduti in completo oblio per vari decenni.