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Saggio: Gli Stress Psichici Causa Di Tutte Le Malattie 1970

Libro: Medicina Anno Zero 1983

Periodico: La Medicina Dell'Avvenire 1980-1988

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Psychic Stress The Cause of all Diseases 1970

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E' lo stress la causa di tutte le malattie - L'EUROPEO Anno XXXII n16, 1976

Pag 70, LE NOTIZIE SCIENTIFICHE, MEDICINA 

 

E' lo stress la causa di tutte le malattie. di Giuliano Ferrieri

 
L'istituto di medicina dell'università di John Hopkins di Baltimora pubblica un rapporto sull'origine del cancro: << L'eziogenesi dei tumori è legata>>, dice, <<a fattori emozionali>>. A conclusioni analoghe è giunta di recente l'università di Glasgow. L'università di Rochester denuncia a sua volta <<l'origine psicosomatica dei tumori>>. Tutto il mondo scopre cioè il rapporto cancro-stress. In Italia lo avevano già denunciato da tempo, ma pochi se ne erano accorti.

 

Due parole sulle notizie più recenti. A Glasgow un indagine su 150 malati di cancro al polmone ha messo in rilievo che essi avevano, nella maggioranza dei casi, <<significative difficoltà nel settore emotivo>>. Indagine su cento malati di leucemia e linfoma a Rochester: <<in quasi tutti i casi>> i colpiti risultavano avere <<perduto un familiare molto caro>> poco tempo prima dell'insorgenza della neoplasia. Il rapporto della John Hopkins è relativo ad un più alto numero di persone e appare diretto più in profondità. Sono stati tenuti sotto controllo, a partire dal 1948, 1337 studenti, iscrittisi a medicina. Per quelli di essi che sono attualmente malati di tumore si sono riscontrate <<caratteristiche della personalità e dati anamnestici (cioè della "storia" precedente, anche familiare) analoghi a quelle delle persone colpite da malattie mentali o che hanno commesso suicidio>>.

Veniamo ora all'Italia. Già al congresso mondiale sui tumori del '74, organizzato dai professori Bucalossi e Veronesi, insieme al riconoscimento che l'<<ipotesi dell'origine virale dei tumori andava considerata decaduta (tranne per pochi singoli tipi di cancro), si è fatto strada in più interventi il concetto che il cancro, prima e più che una malattia a se, sia il sintomo di una "lisi" terminale dell'organismo, cioè di un generale de-regolamento psicosomatico. Già anni or sono il professor Cagossi, della scuola romana di L.Ancona, aveva definito il tumore <<conseguenza organica secondaria>> di una <<precedente e primitiva alterazione psicologica>>. E da molto tempo uno "sconosciuto" medico che lavora in Sardegna, Salvatore Murgia, denuncia, inascoltato, l'origine psicosomatica di "tutte" le malattie, i tumori compresi.

<<Le funzioni delle cellule>> dice Murgia, <<sono stimolate da impulsi nervosi, e sono condizionate da fattori psichici: tutte le alterazioni funzionali delle cellule, che producono poi alterazioni organiche (ossia le malattie), sono provocate da fattori psichici "negativi">>. In particolare per il cancro, <<la depressione delle forze immunitarie e difensive scatena tumori>>, e tale depressione e in stretto rapporto con le condizioni psichiche del soggetto. Il principio di un origine rigidamente psicosomatica delle malattie fisiche è allargato dal Murgia perfino alle malattie infettive, nelle quali l'agente batterico o virale è considerato un accessorio, una concausa, <<incapace da sola di provocare la malattia>> (a conferma non tutti coloro che vivono in ambienti infetti si ammalano).

Una raccolta organica e criticamente aggiornata delle prove che portano verso l'equazione stress-tumore è poi venuta, pochi mesi fa, dal professor Luigi Oreste Speciani, autore di un testo in verità drammatico sulla crisi e le svolte dell'ultima medicina (L'uomo senza futuro, v. L'Europeo n.10-1976). Tutti i tumori hanno origine da condizioni stressanti, dice Speciani, che certamente si concludono sul singolo uomo colpito da un cancro, ma che iniziano da una somma di coordinate molte delle quali sfuggono al controllo dell'individuo.

Questa puntualizzazione è tanto più importante in quanto elimina un obbiezione di base alle tesi ora enunciateci da Rochester o da Baltimora: perchè il tumore aggredisce anche le persone che, nell'anamnesi individuale, non risultano essere state travolte da singole tempeste emotive? Non vi è dubbio che i recenti dati americani hanno un limite preciso proprio quando sanciscono, piuttosto superficialmente, che siano fatti specifici come la morte di una persona cara a determinare l'insorgenza di un male. Speciani affianca correttamente all'incidenza di singoli accadimenti privati una vasta fascia di azioni che terminano esse pure sull'individuo: sono quelle che vanno dalle <<aggressioni dell'ambiente>> (che non sono solo quelle dell'inquinamento chimico) allo <<stress dal civilizzazione>> e all' <<odio sociale>>.

Allargando poi il discorso dai tumori a tutte indistintamente le malattie, Speciani ha contribuito ad una messa a punto medico-matematica, di notevole interesse, per misurare il grado di <<coinvolgimento psicosomatico>> legato alle condizioni della vita d'oggi. Per questo è partito dalla nota "scala di Holmes" (anche L'Europeo l'ha pubblicata: n 5-6 del 1971) la quale assegnava certi "valori stressanti" a una vasta gamma di eventi, dalla morte ad una contravvenzione stradale, dal divorzio ad uno screzio col capufficio. La "scala di Holmes" aveva un grave difetto di base, che ne rendeva di dubbia utilità ogni applicazione pratica: i valori erano "fissi", laddove è ovvio che un qualsiasi dato (ad esempio la malattia o il licenziamento: o , in modo definitivamente emblematico, la morte) ha un valore stressante che è ben diverso a seconda che l'evento ci tocchi di persona, o attraverso familiari, o a livello di sconosciuti.

Il professor Speciani ha quindi tenuto conto di tre variabili ( la "vicinanza" personale, il decorso nel tempo, le caratterizzazioni di base individuali) e le ha stese riassunte in un unica equazione. Questo nuovo strumento logico-matematico, il cui risultato è espresso in numeri, si può applicare caso per caso a singoli individui (o collettività) e fornisce un indice estremamente raffinato e preciso dei "valori di stress" indotti da una vasta gamma di eventi. I calcoli permettono tra l'altro di indicare preventivamente i valori di rischio da "sovraccarico psicologico", segnalando la necessità di un intervento riequilibratore. Quando il carico-limite viene superato, lo stress psichico si rovescia sul fisico, determinando una malattia psicosomatica.

Se lo studioso milanese ha ragione, le storie individuali e con loro le tabelle riassuntive di dati su malattie e mortalità dovrebbero rilevare senza eccezioni questa concordanza: le informazioni che ora giungono dal resto del, Europa e America sembrano purtroppo confermare che le cose stanno appunto così.