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Saggio: Gli Stress Psichici Causa Di Tutte Le Malattie 1970

Libro: Medicina Anno Zero 1983

Periodico: La Medicina Dell'Avvenire 1980-1988

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Psychic Stress The Cause of all Diseases 1970

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La salute dentro di noi - L Unione Sarda 1 Giugno 1977 Pag 3

La salute dentro di noi di Alberto Rodriguez

 

LA MEDICINA "ERETICA" IN SARDEGNA/ Attraverso l'ipnositerapia un medico di Decimoputzu, il dottor Salvatore Murgia sostiene di essere in grado di affrontare moltissime malattie. Senza entrare nel merito dei risultati ottenuti, (è sbagliato alimentare troppo facili speranze) vediamo quali problemi solleva questa ipotesi di cura.

 

Asciutto, agile, persino scattante per i suoi 71 anni il Dottor Salvatore Murgia appartiene a quella ristrettissima schiera di medici "eretici" che hanno progressivamente rifiutato le basi teoriche e le pratiche terapeutiche della medicina ufficiale o, come dicono loro, della "medicina accademica occidentale". Quando in Europa sono giunte le esplosive teorie di Ivan Illich, esposte nel libro "Nemesi medica", le posizioni di questa minoranza di "eretici" si sono rapidamente rafforzate.

Il Dottor Murgia è in Sardegna uno dei pochi esponenti di questa medicina "alternativa". Dopo aver svolto la professione di medico condotto per oltre trent'anni (<<ma sempre prescrivendo pochi farmaci - dice - e favorendo piuttosto un rapporto di fiducia con il paziente>>) Salvatore Murgia (che è ancora in servizio a Decimoputzu) è andato progressivamente abbracciando la convinzione che solo la psicoterapia, anzi, la terapia attraverso l'ipnosi, è in grado di guarire tutte le malattie, fatta eccezione per quelle di origine genetica.

La sua teoria è elementare, e se risultasse valida, sarebbe ricchissima di conseguenze: tutte le malattie - sostiene Murgia - sono causate da fattori psichici negativi, cioè dagli stress. Tutte le malattie sono quindi psicosomatiche nel senso che sono il risultato del trasferimento sull'organismo di uno stato ansioso. Le funzioni delle cellule, spiega il dottor Murgia, sono regolate, stimolate o inibite da impulsi nervosi, e risultano perciò condizionate da fattori psichici.
Le alterazioni funzionali delle cellule che poi producono alterazioni organiche (cioè malattie) sono appunto provocate dagli stress psichici. Come si curano allora queste affezioni? Migliorando le condizioni psichiche del paziente, risponde Murgia, che ricorre per questo alla ipnositerapia. Naturalmente, precisa, tutto ciò è possibile quando non si siano già verificate gravi necrosi o distruzioni irreversibili di organi o di tessuti.

Una tesi provocatoria, ridicola, paradossale? Non sta a noi deciderlo: il dottor Murgia ha riportato le sue argomentazioni ed i suoi risultati terapeutici in un libretto intitolato << Gli stress psichici causa di tutte le malattie>> e poi in un grosso volume (ancora inedito) intitolato <<Medicina anno zero>>. In questi due testi sono anche scrupolosamente annotate le opinioni di medici e studiosi che ammettono l'origine psichica di molte malattie pur senza arrivare alla generalizzazione a cui è approdato il medico di Decimoputzu.

Ma che è realmente il dottor Murgia, di cui i pazienti curati con l'ipnosi parlano molto bene? Siamo di fronte ad un guaritore o ad un ciarlatano? Siamo di fronte ad un visionario o alla figura di un medico "diverso"?

Non sta a noi la risposta, anche perchè non abbiamo la competenza per farlo. Il caso del dottor Murgia tuttavia ci interessa per i "valori culturali" che solleva. la sua teoria contiene implicazioni ideali ed anche "ideologiche" sulle quali è importante riflettere. Ci sono tracce di polemica contro un esagerato ottimismo sui poteri della scienza, c'è la proposta per un autentica responsabilità dell'uomo di fronte alla sua salute, ci sono rilievi precisi contro una "ortodossia scientifica" che spesso nasconde speculazioni mercantilistiche sulla salute. Perciò pur non volendo alimentare illusioni e speranze sui risultati che si possono ottenere con le sue cure, ci sembra utile impostare i termini di un dibattito partendo da questo caso specifico e circostanziato.

Oggi tra l'altro, stiamo vivendo un periodo di riscoperta dell'irrazionalismo e di rivalutazioni del "magico"; concetti come quello di "razionalità" e di "ragione" vengono rimessi in discussione non solo per il loro contenuto astratto ma soprattutto per l'uso terroristico e ricattatorio che ne è stato fatto. Essi sono diventati strumenti impiegati dal Potere per ottenere una misura d'ordine che poi si è rivelata perfettamente funzionale agli interessi capitalistici. Nondimeno la rivalutazione dell'irrazionale, contrapposto antagonisticamente come momento liberatorio ai  concetti di  Ordine  e  Razionalità  presenta non pochi aspetti equivoci  per l'uso "destabilizzante"  che  se ne può fare:  gli  esempi ce li abbiamo tutti sotto gli occhi se osserviamo il ribollire delle idee in questo periodo.

Una teoria come quella del dottor Murgia rientra anch'essa in qualche angolo di questo mare agitato: se è vero che la medicina ufficiale ha ormai assunto per molti versi  gli aspetti di una organizzazione mercantile ed a volte di autentica rapina è forse possibile affermare che l'alternativa sta nei "guaritori"? E non è pericoloso alimentare una fiducia "irrazionale" nei poteri di quei maghi e stregoni che pretendono di ridare la vista, l'udito o di compiere altri clamorosi miracoli la cui verifica risulta incerta ed insicura? Se quindi la prudenza nell'accreditare questi avvenimenti deve essere sempre molto ampia è altrettanto giusto non abbandonarsi al pregiudizio di scartare o rifiutare tutto ciò che non è accademico e "ufficiale" senza prima compiere una valutazione accurata.

Nel caso del dottor Salvatore Murgia, che ha alle spalle una carriera da medico "ortodosso" vi sono poi alcune idee in cui il sanitario non è isolato. La sfiducia nella medicina tradizionale che non è ancora riuscita a trovare le cause di moltissime malattie comincia a diventare un atteggiamento sempre più diffuso anche se a volte accompagnato da visioni eccessivamente catastrofiche.

L'esponente più illustre di questa polemica sulle "malattie della medicina" è senz'altro Ivan Illich, il cui libro "Nemesi medica" è ora tradotto anche in Italia. La medicina - sostiene Illich - non solo non guarisce più ma fabbrica i suoi malati. Persino la medicina preventiva è "pericolosa": i check-up (visite di controllo per la diagnosi precoce delle malattie) sono una falsa prevenzione (l'unica seria è infatti quella che interviene sull'ambiente) ed il loro abuso finisce per trasformare in malati uomini sani. Tutto questo ha provocato una "medicalizzazione della salute" o per usare parole più chiare una produzione artificiale delle malattie. Così più un paese è ricco, più è alto il numero dei malati. La paura della malattia, l'abitudine a considerarsi malati per un nonnulla produce un reale deterioramento della salute. Per Illich è dunque urgente "smontare la macchina medica" e con questo distruggere il mercato della salute: il malato deve imparare a curarsi da solo non tanto autoprescrivendosi le medicine (che sarebbe un fatto estremamente dannoso) quanto diventando responsabile di sè, del suo corpo, della sua salute e quindi della sua malattia; attraverso questo nuovo atteggiamento si riacquista fiducia in se stessi, si ritrovano autonomia e dignità che si trasformeranno in migliori possibilità di sconfiggere le affezioni.

Ed è a questo punto del ragionamento di Illich che si inseriscono le teorie dell' "altra medicina o medicina eretica". Esse si riconoscono in una concezione esclusivamente psicosomatica della malattia; dalla loro parte hanno il riconoscimento che anche molti medici tradizionali sono disposti a fare sui danni provocati dall'abuso dei farmaci e della "medicina chimica". Valga per tutte l'opinione del prof. Silvio Garattini, direttore dell'istituto farmacologico Mario Negri: <<Dei ventimila farmaci in commercio in Italia  - dice Garattini - almeno la metà può essere eliminata senza alcun rimpianto>>.

Ciò significa che vi sono in giro almeno diecimila farmaci inutili. Dal canto suo la LICIF (Lega internazionale contro l'inquinamento da farmaci)  ha denunciato nel 1974 che in Italia <<è pari al 59,6 la percentuale dei farmaci irrazionali, inutili o dannosi.>>. Il fatturato di queste medicine inutili è però di 1600 miliardi.  Questo dimostra due cose: in primo luogo che la salute è perfettamente immessa nella logica del mercato capitalistico e subordinata ai suoi interessi;  in secondo luogo che i pazienti traggono giovamento dall'assunzione di queste pillole inutili solo per la fiducia che hanno riposto nell'azione del farmaco.

Gestire la fiducia del paziente, agire sulla sua psiche, convincerlo che il suo malessere ha origine psicologica è l'azione che si propongono di svolgere gli "eretici" della medicina psicosomatica. Attraverso la ipnositerapia il dottor Murgia sostiene di aver finora "guarito" moltissimi pazienti affetti da malattie considerate "incurabili". E su questa casistica ha realizzato un documento dossier su cui naturalmente noi non siamo in grado di esprimere alcuna valutazione.

Ma in questa sede non è l'attribuzione di una patente  miracolistica al dottor Murgia che interessa, quanto i principi culturali  e generali che derivano da questo tipo di atteggiamento  terapeutico (il cui valore di fondo comincia ad essere recepito anche  da organismi ufficiali come l'Organizzazione Mondiale  della Sanità).

Il controllo dell'individuo sulla propria salute, la denuncia del carattere mercantilistico di una parte della medicina ufficiale, il recupero della intelligenza, della sensibilità e di tutte le facoltà dell'individuo nell'atto di curarsi: tutto questo rappresenta un salto di qualità. E non meno significativo è il richiamo ai valori ed alle esperienze della medicina orientale, ad esempio ai medici scalzi cinesi che in questi ultimi trent'anni hanno controllato, addestrati con un semplice tirocinio di tre settimane, la salute di milioni e milioni di persone molto meglio (sono le cifre a parlare) di quanto non abbia saputo fare la medicina accademica occidentale con tutta la sua tecnologia avanzatissima e costosa.

Ecco allora il pregio di tesi estremistiche e nello stesso tempo elementari come quelle del dottor Murgia: fanno discutere, rimettono in moto un ragionamento sull'uso della scienza e sui suoi rapporti con il potere economico, contengono, se vogliamo, elementi "visionari" che  riportano al gusto dell'utopia ed anche alla riflessione sull'utopia.

Che cosa comporta poi la rivalutazione della medicina psicosomatica, e di alcune medicine "eretiche" che compare anche in un recente rapporto, seppur assai contestato, dell'Organizzazione mondiale della sanità? C'è un invito a ritornare ad una medicina di tutti e per tutti, una polemica con i ruoli attuali dove il medico interpreta la parte del potente ed il malato quella del povero o dell'indifeso? C'è un invito a curare il malato prima ancora che la malattia? O un invito a considerare come cause principali delle malattie non solo microbi e virus ma soprattutto i luoghi di lavoro, la fabbrica e gli uffici, la città e qualche volta la famiglia? Sono domande non nuove, ma ancora molte sono le risposte da dare.