|
Pagina 4 di 11 2) Sovrappopolazione e insediamenti umani — Si calcola che la popolazione mondiale sarà nel duemila intorno agli otto miliardi, ossia circa il doppio di quella attuale. Ciò comporterà nei prossimi decenni, per l'umanità, uno sforzo, per creare strutture adeguate, assai superiore a quello compiuto in parecchi secoli passati. Difficoltà ancora maggiori si presentano a causa dell'eccessivo accentramento degli abitanti in superfici limitate. Si prevede che gran parte della popolazione terrestre si raggrupperà in non molte magalopoli con popolazione nell'ordine di centinaia di milioni ciascuna: vere «fogne del comportamento», di difficile governabilità, che accresceranno sempre più, oltre
l'inquinamento, anche l'alienazione, la delinquenza, la droga, le malattie....
Il rimedio migliore, come è stato affermato anche alla Conferenza Mondiale dell'alimentazione di Bucarest, è quello di diminuire le distanze tra paesi ricchi e paesi poveri. I popoli civili, che hanno sempre incrementato le proprie ricchezze, depredando gli altri, dovrebbero restituire almeno parte del mal tolto. Dice a questo riguardo Aurelio Peccei: «I paesi più avanzati devono fermarsi, restringere le loro pretese. Quelli meno sviluppati affrontare il problema dei loro bisogni. Viviamo nel pieno di un'atroce ingiustizia: noi, popoli più progrediti, cioè America, Europa, Giappone, siamo solo il 15 per cento della popolazione mondiale e utilizziamo il 75 per cento delle risorse estratte». Rimane così, ai restanti 85 per cento degli individui, solo il 25 per cento degli alimenti e dei prodotti. Si può dire che in tal modo i civilissimi e ben pasciuti popoli degli Stati Uniti, dell'Europa e del Giappone, pur professando le più elevate religioni, si sono resi due volte responsabili della morte, per mancanza di cibo, di milioni di individui. Una prima volta, per averli depredati con metodi inumani e la seconda volta abbandonandoli cinicamente, lesinandone gli aiuti, senza dare gran peso e spesso irridendo a Marco Pannella; il quale, disinteressatamente, coi frequenti e prolungati digiuni, mettendo in pericolo la propria vita, è tuttavia riuscito a sensibilizzare notevolmente i governi dei popoli cosiddetti civili, i quali si sono finalmente decisi a dare più consistenti aiuti agli affamati abitanti del terzo mondo. |