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Capitolo XII - L'Avvenire dell'Uomo |
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Pagina 3 di 11 1) Progresso industriale — È l'arma più potente del capitale, perché facilita la concentrazione del potere nelle mani di pochi. Per le masse costituisce l'esca più attraente: il boccone dolce ma omicida del benessere. Diceva il sapiente Gandhi: «C'è un posto per le macchine che aiutano l'uomo. Non c'è posto per quelle che permettono che il potere si concentri in poche mani e che trasformano le masse in schiavi». Esse rispondono infatti alla frase emblematica di Carnegie: «Crea il bisogno, poi soddisfalo». Il progresso disordinato e abnorme, con le continue trasformazioni che comporta, obbliga a continui cambiamenti (crisi di sovrascelta) che sono anch'essi alienanti, essendo contrari alla natura dell'uomo( A. Toffler). I rimedi? Forse sarebbe necessario (come viene suggerito per la medicina) smontare anche la macchina industriale, almeno nella sua parte alienante e omicida, ovvero operarne la completa conversione: riorganizzare (ove possibile industrializzandola) l'agricoltura, mantenere e incrementare (come già è avvenuto in Cina, con ottimi risultati) la «tecnologia intermedia», ossia quella che è veramente al servizio dell'uomo.
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