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Saggio: Gli Stress Psichici Causa Di Tutte Le Malattie 1970

Libro: Medicina Anno Zero 1983

Periodico: La Medicina Dell'Avvenire 1980-1988

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Biography
Psychic Stress The Cause of all Diseases 1970

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Capitolo VI - Le Malattie Tumorali
Indice articoli
Capitolo VI - Le Malattie Tumorali
Considerazioni sul cancro
Efficacia dell ipnoterapia
Guarigioni per motivi psicologici
L. O. Speciani: Di cancro si vive
Medicina, scienza non esatta
 
 
 
 
 
 
 
È significativa, emblematica e quindi degna di essere tramandata ai ... posteri anche su questo modesto libro (che tuttavia spero non tramonterà prima di aver dato i suoi benefici frutti), la vicenda svoltasi attraverso il settimanale «L'Europeo»..
Sul n. 49 del dic. 1981 di tale Rivista, il giornalista e redattore Giuliano Ferrieri pubblicò un servizio sul libro «Di Cancro si Vive» ( Masson editore) nel quale L. O. Speciani chiarisce meglio e dimostra. con dovizia di dati, la tesi secondo la quale «il cancro nasce sempre dal cervello», ossia dall'infelicità. Di conseguenza, il cancro può essere guarito solo curando la mente,. eliminando cioè l'ansia del malato, mentre «le terapie che oggi vengono praticate accorciano piuttosto che prolungare la vita dell'ammalato!». Questo vale sia per le chemioterapie, sia per le irradiazioni e anche per gli interventi chirurgici.
Per chi non ha avuto e non ha la possibilità di leggere il lungo articolo, con intervista, sull'Europeo, è opportuno riferire che lo Speciani dichiara di «prendere esplicitamente posizione su un grave problema come quello del cancro e sul fallimento della ricerca e delle terapie. Vi hanno diritto i malati, prima di tutto. Poi vi sono vitali interessi economici del paese: non è possibile che continui a crescere a ritmo esponenziale una spesa medica così drammaticamente improduttiva di risultati».
La risposta degli oncologi (Umberto Veronesi e Gianni Bonadonna), entrambi dell'Istituto di Milano per lo studio e la cura dei tumori, venne pubblicata sul n. 5 del 1 - 2 - 1982 dello stesso periodico. Di tale lettera si trascrivono le frasi e i brani che appaiono più significativi:
«L'articolo si è rivelato un minestrone velleitario, caratterizzato da confusione dogmatica («Il cancro nasce sempre dal cervello, come meccanismo d'azione«) e da affermazioni polemiche globali quanto non documentate».
«Ci è sembrato incredibile che nel 1981 si sia potuto scrivere un articolo così profondamente anticulturale e francamente disonesto... basato essenzialmente sulle fumose teorie di Speciani... L'articolo di Ferrieri colleziona una serie innumerevole di errori biologici e clinici».

Gli errori più vistosi sarebbero le seguenti affermazioni:

1) «Le scopie e le biopsie immettono centinaia di milioni di cellule cancerogene... in circolo nel sangue »

2) «La terapia del cancro con le radiazioni è soggetta a sempre più severa revisione»...
 
3) «La chemioterapia è in piena rotta»... Al che gli oncologici rispondono che «è oggi possibile guarire con i farmaci, per esempio: il 70% dei casi con linfoma Hodgking, il 40% con leucemia linfoblastica acuta, il 60% - 70% con carcinoma del testicolo, ecc.

4) L'articolo di Ferrieri rischia di aumentare il numero di pazienti che si rivolgono a personaggi che offrono solo terapie «magiche» anziché una solida professionalità».

Dopo aver parlato della necessità di più adeguati «finanziamenti per ricerche più qualificate, di un insegnamento ufficiale dell'oncologia clinica, di un tirocinio formale in oncologia... di divisioni oncologiche in tutti i grossi centri ospedalieri». Veronesi e Bonadonna concludono:
«Non è dando spazio a falsi profeti che si può sperare di migliorare il livello delle prestazioni professionali e, di conseguenza, le percentuali di guarigione».
Ricevuta questa lettera, l'Europeo chiese a Veronesi e Bonadonna di voler dibattere le loro accuse a Speciani in un contraddittorio diretto. Avendo ricevuto una risposta negativa, vennero pubblicate sullo stesso n. 5 dell'Europeo, subito dopo la lettera di Veronesi e Bonadonna, le risposte di Speciani e di Ferrieri.
Lo Speciani risponde punto per punto alle accuse degli Oncologi milanesi. Riferisce che la sua «fumosa teoria» è una tesi alla quale ha lavorato da decenni e che è stata approvata, apprezzata e condivisa da eminenti personalità mediche di tutto il mondo.
Circa le critiche da lui mosse alle terapie anticancro ora attuate, lo Speciani non fa che riportare numerosi giudizi altrettanto negativi espressi dallo stesso Veronesi, da Mathè (il più noto cancerologo francese) e da altri illustri scienziati di tutto il mondo.
Lo Speciani chiude così la sua risposta: «Per concludere, vorrei che le eventuali discussioni sulla mia ipotesi e sulle sue conseguenze fossero fatte a ragion veduta e sul medesimo piano scientifico: cioè dopo aver almeno letto il libro e proponendo controprove altrettanto valide di quelle da me fornite sulla base di oltre 750 citazioni biografiche dell'oncologia ufficiale».
Giuliano Ferrieri, (autore dell'articolo contestato, direttore responsabile della sezione Scienza dell'Europeo e profondo conoscitore della materia medica) ricorda di aver varie volte intervistato e citato il professor Veronesi, che «non trovò mai nulla da ridire»; ora che con lo stesso impegno professionale si è occupato di un altro specialista della medicina «che ha il difetto di non pensarla come Veronesi», è giudicato da questi irresponsabile, disonesto, eccetera.
Prosegue quindi: «Il vero problema è l'altro e Veronesi e Bonadonna, anche se mostrano di volerlo negare, ne conoscono i termini esattamente come Speciani e ogni altro addetto ai lavori: la ricerca della terapia dei tumori, per la quale sono stati spesi negli ultimi 50 anni molte migliaia di miliardi... è risultata sin qui fallimentare: non sappiamo curare il cancro. È scorretto citare qualche battaglia vinta quando si è sin qui persa la guerra... Non si può nascondere sotto qualche parziale successo, l'insuccesso cronico nella lotta contro un male che ha quadruplicato la sua mortalità nell'ultimo mezzo secolo e che la accresce di quasi il 2% all'anno»....
La polemica appena iniziata non ebbe seguito e tutto continua come prima. Anche la mia lettera, naturalmente favorevole alla tesi dello Speciani, non venne pubblicata. È d'altronde una norma quasi generale: sui vari mezzi di informazione, sia pubblici che privati, trovano ampio spazio solo i check-up, le tavole rotonde e altri servizi della medicina ortodossa, per lo più opportunamente addomesticate e con scarse possibilità di contraddittorio. Sono particolarmente tabù gli accenni alle cause psichiche delle malattie.

Quali conclusioni trarre da questa veramente sconcertante vicenda?

Come mai uno scienziato della statura del Prof. Veronesi, un valido campione in campo mondiale nella lotta contro il cancro, si oppone, con parole aspre e quasi violente, a che venga ampiamente dibattuta una teoria tanto importante che consentirebbe una prevenzione razionale e valida e una terapia veramente efficace? Sarei propenso a considerare in buona fede il Veronesi e con lui gli altri (in Italia e fuori) strenui difensori degli attuali inefficaci e falsi metodi della medicina ufficiale, ma non è possibile che non conoscano pienamente tale problema con tutte le sue enormi implicazioni.
E se la tesi da noi sostenuta risultasse vera, come lo è sicuramente, essendo ormai dimostrata più di qualunque altra teoria
formulata in tutta la storia della medicina intorno alle cause delle malattie?
Vorrebbe dire che l'attuale, veramente immensa, mobilitazione di uomini e di mezzi contro il cancro (e contro tutte le altre malattie cronico - degenerative) costituisce un enorme, tragico, delittuoso inganno, non solo verso i pazienti, ma anche contro tutto il progresso e il benessere dell'umanità.