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Pagina 4 di 6 Sono da considerare guariti per motivi psicologici, quasi sempre per effetto di una potente autosuggestione: I cancerosi miracolati «nei santuari religiosi o per il presunto intervento di santi o ritenuti tali e i miglioramenti e le guarigioni eventualmente ottenute con la terapia del Dott. Vieri e col siero del veterinario Dott. Bonifacio. È noto il caso di Lea Pericoli la quale con la volontà e la fiducia (rafforzata dall'ipnosi) riuscì a vincere il terribile morbo. Vittorio Gorresio, deceduto di recente, deve la sua lunga sopravvivenza, più alla fede nella guarigione e alla volontà di vivere, che alle terapie che per lo più si comportano come dei «placebo». Un notevole numero di pazienti, sopravvissuti a lungo dopo cure o interventi, debbono infatti tale fausto decorso a sopravvenute situazioni psicologiche favorevoli e alla fiducia nelle cure e negli interventi. Alcuni casi vengono indicati da L. O. Speciani: in Napoleone l'ulcera che aveva da decenni, degenerò in cancro appena vide svanito il sogno di riconquistare l'Europa. Il Papa Giovanni XXIII, che per tutta la precedente lunga carriera sacerdotale aveva mantenuto un temperamento sereno e gioviale, da pontefice dovette affrontare e cercare di sanare una difficile crisi della Chiesa cattolica: ed ecco insorgere il cancro gastrico che lo uccise in pochi anni. Freud convisse col cancro per ben 16 anni, impegnato nella difficile ma entusiasmante esplorazione dell'inconscio e la messa a punto della sua psicanalisi. Ma già nel 1954 il Prof. Griffith Evans (uno dei migliori chirurghi inglesi, noto per gli studi sulle malattie interne e sull'origine dei tumori) dichiarava: «Io sono convinto che le persone ammalate d'infelicità cronica sono destinate a morire quasi sempre di cancro... quattro miei pazienti, vittime di tumori di terzo grado, considerati inguaribili, affrontarono la loro terribile malattia con coraggio, forza d'animo e determinazione di vincere la battaglia. Orbene, queste quattro persone, che tutti davano per morte, riacquistarono la salute e vivono ancor oggi in ottime condizioni di fisico e di spirito». Ci si imbatte spesso, sfogliando i giornali, in casi di cancerosi guariti per motivi psicologici. È probabile che il prof. Umberto Veronesi, Direttore dell'Istituto di Milano per lo studio e la cura dei tumori e presidente dell'Unione Internazionale contro il Cancro, di intelligenza superiore, studioso e medico infaticabile e preparato, dalla personalità potente e suggestiva che suscita simpatia e fiducia, ottenga, negli interventi e nelle cure dei malati di cancro, notevoli risultati positivi, proprio per l'effetto placebo. Personalmente, poiché vedo il millenario mistero del cancro finalmente svelato con la Legge della Salute, mi rimane invece inspiegabile e impenetrabile l'atteggiamento del Prof. Veronesi nei confronti del fallimento (ormai evidente a tutti) delle annose e inutilmente dispendiose ricerche sulle cause del cancro e di conseguenza sulle sue terapie, d'altronde concordemente riconosciute solo palliative o sintomatiche.
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