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Saggio: Gli Stress Psichici Causa Di Tutte Le Malattie 1970

Libro: Medicina Anno Zero 1983

Periodico: La Medicina Dell'Avvenire 1980-1988

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Psychic Stress The Cause of all Diseases 1970

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Capitolo V - Le Malattie Cardiovascolari
Indice articoli
Capitolo V - Le Malattie Cardiovascolari
Arteriosclerosi
Cause dell arteriosclerosi
Infarto
Ipertensione
Vasculopatie
Conclusione
Non illusioni fallaci, ma certezze
Impossibile fare del bene

 

 

 

 

 


VASCULOPATIE - TROMBOSI ecc. — Costituiscono in Italia una delle principali cause di morte; circa 200 su 100 mila abitanti. Negli Stati Uniti le affezioni cerebrovascolari con apoplessia occupano il terzo posto tra le cause di morte e si calcola che due milioni di americani siano affetti da sequele dell'ictus apoplettico.
Essendo l'eziopatogenesi oscura, anche i principi della prevenzione e della terapia sono incerti e discordanti.
Nell'emorragia cerebrale, nella quale si ha una mortalità dal 50 al 90 per cento non viene di solito usata alcuna terapia.
Forse ciò costituisce tuttavia per la medicina ortodossa, la migliore scelta: meglio lasciar liberi i poteri di guarigione che esistono in ogni individuo e non sconvolgerli ulteriormente con provvedimenti e farmaci sempre arbitrari e perciò spesso più nocivi che utili. Personalmente ho alcune volte tentato un trattamento ipnotico con la convinzione che sia possibile, anche nell'evenienza di un grave ictus, infondere fiducia nel paziente e così rafforzare le difese organiche. Risulta infatti che anche nei pazienti in coma profondo (come anche in anestesia totale) l'inconscio può essere notevolmente influenzato. Anche se il paziente appare in totale incoscienza, e non ricorderà nulla al suo eventuale risveglio, vi sono validi motivi per ritenere che il suo inconscio registrerà i suggerimenti che gli vengono fatti e spesso ne avrà sensibili benefici.

Si riferiscono alcuni casi trattati con l'ipnoterapia:

Caso N. 1— M. F. — Ricoverato in un reparto neurologico con una completa emiplegia: stato di semicoscienza, irrequieto, afasico, incapace di prestare attenzione; mi sedetti accanto al suo lettino sussurrandogli all'orecchio parole di incoraggiamento, di calma, di fiducia e che avrebbe di nuovo potuto muovere il piede e la mano, ecc.. Fin dalle prime «sedute» cominciò a muovere qualche dito della mano e del piede paralizzato. Migliorò notevolmente e venne dimesso in condizioni discrete: sono passati vari anni e si mantiene in condizioni soddisfacenti. Non si è verificata alcuna recidiva.

Caso N. 2— L.F. —di circa 80 anni — Ricoverata in una casa di cura privata con emiplegia sinistra totale. Il medico che l'assisteva aveva detto che la situazione era assai grave, essendoci stata oltre alla trombosi, anche una emorragia per cui riteneva impossibile la ripresa di alcun movimento degli arti paralizzati.

Le praticai tuttavia diverse sedute e gradatamente riprese a muovere le dita della mano sin. e poi anche quelle del piede. Dopo dimessa continuò a migliorare notevolmente riacquistando il movimento quasi completo degli arti colpiti, nonostante una preesistente grave artrosi alle ginocchia.

M. E. — Uomo sui 50 anni, impiegato pubblico, mi fece telefonare appena dimesso dopo alcune settimane di ricovero per emiplegia grave. Aveva riacquistato parzialmente il movimento degli arti colpiti sia pure deboli e imprecisi. Permaneva la claudicazione, la difficoltà nell'afferrare e usare gli oggetti e nel parlare; notevole confusione mentale. Si era dimostrato mediamente ipnorecettivo. Fin dalla prima seduta ebbe un notevole miglioramento fisico e psichico tanto che riprese prestissimo il proprio impiego di grado elevato e di molto impegno e responsabilità.
L'ipnosi (o altra equivalente psicoterapia) dovrebbe essere impiegata sistematicamente, sia pure con prolungato trattamento in gruppo, per eliminare o attenuare tutti i postumi e le sequele delle vasculopatie, sia gravi che lievi. Si otterrebbe, oltre a un sensibile e permanente miglioramento e in molti casi la completa guarigione, anche la prevenzione per successivi insulti. Con l'ipnoterapia si otterrebbero infatti, come si è visto precedentemente, la regressione dell'arteriosclerosi, la normalizzazione della crasi sanguigna e delle condizioni psicologiche.
I progressi tecnologici sono stati notevolissimi negli ultimi decenni nella diagnostica, nella chirurgia del cuore dei vasi e del cervello, nei trapianti del cuore e dei vasi sanguigni. Si sono perfezionate e diffuse maggiormente le protesi valvolari e i pacemaker. È stato per la prima volta applicato un cuore artificiale.... Sono progressi ammirevoli e utili ma, è ben4 precisare, per casi limitati, e quindi di importanza del tutto marginale, dato che non contribuiscono alla soluzione dei problemi fondamentali delle cardiovasculopatie.