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Saggio: Gli Stress Psichici Causa Di Tutte Le Malattie 1970

Libro: Medicina Anno Zero 1983

Periodico: La Medicina Dell'Avvenire 1980-1988

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Psychic Stress The Cause of all Diseases 1970

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Capitolo V - Le Malattie Cardiovascolari
Indice articoli
Capitolo V - Le Malattie Cardiovascolari
Arteriosclerosi
Cause dell arteriosclerosi
Infarto
Ipertensione
Vasculopatie
Conclusione
Non illusioni fallaci, ma certezze
Impossibile fare del bene

 

 

 

 

 

L'IPERTENSIONE - Ogni anno in Italia muoiono oltre centomila persone a causa dei danni provocati dall'ipertensione, che colpisce in modo particolare il cervello, il cuore, gli occhi e i reni. Risulta infatti che aumenta di 5 - 6 volte la possibilità di un infarto e di un'angina pectoris, e viene calcolato che riduce notevolmente la durata della vita. È quindi ben giustificata la preoccupazione di coloro che ne sono affetti e dei medici che si affannano a ricercare le cause e a proporre i rimedi ai pericoli di questa malattia.
Una piccola percentuale dell'ipertensione, circa il 20%, si calcola che venga provocata da altre malattie, più frequentemente da disturbi circolatori dei tubuli e dei glomeruli renali. La maggior parte, circa l'ottanta per cento, dell'ipertensione vien detta «essenziale», che è come un sinonimo di «sconosciuta», «misteriosa», per indicare che non è stato possibile accertarne le cause. «La causa dell'ipertensione essenziale o primaria resta ancora oggi fondamentalmente sconosciuta». (Piero Boni — Federazione Medica n. 3 - Marzo 1978). Sono stati tuttavia individuati vari fattori di rischio (arteriosclerosi, obesità, eccessivo uso di sale e di grassi, fumo della sigaretta, ipercolesterolemia, sedentarietà, diabete...) che favorirebbero o aggraverebbero l'ipertensione, che è stata pure chiamata «l'assassina silenziosa», perché può rimanere anche a lungo senza sintomi molesti e perfino ignorata. Sono stati perciò effettuati molti screening per ricercare gli ipertesi che non sanno di esserlo. Parecchi studiosi hanno giudicato queste ricerche di massa, oltreché assai costose, più dannose che utili, perché creano nella popolazione una perniciosa psicosi.
La medicina ufficiale sostiene che tale malattia va curata per tutta la vita e che non esiste un'ipertensione psicosomatica. Tali affermazioni sono ampiamente contraddette dalle guarigioni definitive di ipertesi, che si ottengono con l'ipnoterapia (vedasi il caso N. 7 riportato in questo capitolo. Altri sono stati curati e guariti da altri ipnotisti). È stata frequentemente constatata la guarigione spontanea di ipertesi, per sopraggiunte migliori condizioni psicologiche.
Oltre a quanto sostenuto nel presente libro con la Legge della Salute che sostiene la causa di tutte le malattie, sono ormai numerosi coloro che attribuiscono alla psiche un ruolo importante nell'instaurarsi dell'ipertensione. «Sembra logico prospettare che lo stato ipertensivo sia causato e mantenuto da una componente neurogena». (Paton). «Gli studiosi insistono sulla componente corticale e interpretano l'ipertensione essenziale come una nevrosi cardiovascolare scatenata da una disregolazione del normale effetto inibente sui centri vasomotori ipotalamici». (Simonson - Brosek - Annali Internaz. Med. 50, 129, 1959). «Certi stati psichici particolarmente intensi provocano variazioni della pressione arteriosa. Emozioni quali la collera o l'eccitamento sessuale producono ipertensione. Al contrario le frustrazioni, gli stati depressivi e la paura determinano abbassamenti della pressione sanguigna». (Carla Trogu in Rass. Medica e Culturale, n. 3, 1970). Kall e Cobb, all'Istituto Ricerche Sociali di Michingan, hanno controllato la pressione del sangue a 150 operai che dovevano cambiare ditta, ambiente e lavoro. Risultò che la pressione ebbe un rialzo nei giorni precedenti il trasferimento e iniziò il giorno in cui seppero di essere trasferiti, poi tornò. al valore normale. In coloro che non si trovavano a loro agio; il rialzo della pressione durò più a lungo. «Alte percentuali di ipertensione sono state trovate a Londra tra i conducenti d'autobus, i telefonisti, i commessi di negozi molto affollati e rumorosi, i medici... e qui la spiegazione va ricercata nella sedentarietà e nei prolungati stati emotivi e ansiosi... L'attributo essenziale, dato all'ipertensione, vuol dire che ne sappiamo poco a nulla. A produrre l'ipertensione confluiscono probabilmente molti fattori; il più importante dei quali è quello nervoso» (U. De Aichelburg: Il giorno del 21 - 9 - 1972).
È noto che in diverse parti del mondo esistono popolazioni senza ipertensione: nella Nuova Guinea, tra i nomadi dell'Africa, negli atolli della Polinesia; in certe altitudini del Perù. «Ciò conferma, l'importanza dei fattori psico-sociali associati al cambiamento di vita, al rifiuto dei valori del passato, all'adozione di nuovi valori etici e spirituali». (Jan Prior della Nuova Zelanda).
Altra prova della causa psicologica dell'ipertensione si può considerare anche il Biofeedback, (B.F.B.) diffuso in Italia principalmente ad opera del Prof. Pancheri. Col B.F.B. i pazienti vengono «allenati» in pochi mesi a normalizzare la propria pressione sanguigna, influendo sulla propria emotività; allo stesso modo con cui ci riescono con facilità e rapidamente gli yogi e i fachiri.
In nessun altro organo o apparato è cosi evidente e pronto come nell'apparato circolatorio l'effetto delle emozioni. Nessuno si presenta a un esame, a un colloquio importante, a una persona di riguardo o ad affrontare una prova difficile o pericolosa senza un più o meno forte cardiopalmo. Un piacere tonifica la circolazione, un dispiacere la deprime. Tutto ciò è facilmente comprensibile ai profani, meno ai medici ai quali è impedito di vedere e di accertare anche le verità più evidenti ritenute scomode.
Vi è tuttavia qualche rara eccezione. Si leggono infatti nel N. 6 di Panorama Med. Sandoz del 1971 le seguenti parole del Prof. Delius, direttore di un Istituto dell'Università di Minster: «Le alterazioni del polso indotte dall'agitazione erano note ai medici da tempo. Circa cento anni fa è iniziata la misurazione esatta delle alterazioni cardiovascolari indotte dalle emozioni». «L'elettrocardiogramma, l'irrogazione periferica, la pressione arteriosa e venosa e la dinamica venosa, furono per esempio analizzati durante ipnosi, ed in situazioni di stress mentali, sperimentalmente indotte». «Situazioni emotive come l'amore e il piacere, aumentano l'attività parasimpatica; il timore e l'ira, aumentano di vario grado il tono del simpatico. L'influenza degli stress mentali sull'irrogazione degli arti è stata ampiamente esaminata». «Una respirazione profonda determina un aumento della vasocostrizione arteriosa e venosa... Nel grave shock di origine cardiaca si osserva una vasocostrizione periferica generalizzata».
La medicina ufficiale non ha tuttavia mai tenuto conto della causa psicologica, pur tanto chiara in questa malattia, ed ha persistito nel somministrare abbondantemente un'infinità e sempre rinnovata varietà di ipotensivi che hanno, è vero, un effetto sintomatico sicuro, ma transitorio. Da ciò la somministrazione ininterrotta, senza tenere abbastanza conto degli effetti secondari che invariabilmente si verificano in tutti i farmaci attivi.
Sono state infatti rilevate col prolungato uso degli ipotensivi alterazioni della potassiemia, improvvisa eccessiva ipotensione e depressione. È anche frequente una disfunzione sessuale che può consistere in carenza parziale o totale dell'eiaculazione, fino ad arrivare all'impotenza totale, che invariabilmente si manifesta durante il trattamento con i ganglioplegici (Rassegna Medica e Culturale n. 4 del 1970).

Non si ritiene necessario aggiungere molto sulle altre malattie dell'apparato circolatorio, pur avendo anch'esse una grande incidenza e importanza.