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Capitolo V - Le Malattie Cardiovascolari |
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Pagina 2 di 9 ARTERIOSCLEROSI — Si suol dire che il cancro è la malattia più grave e micidiale dell'umanità. È invece l'arteriosclerosi il nemico numero uno che ammala e uccide più di qualunque altra malattia; l'epidemia più grave che abbia mai colpito il genere umano. Nell'ultimo ventennio è aumentata di circa il 260 per cento. Quale ne è la causa? A tale interrogativo non è stata ancora data una risposta certa. È considerata a eziologia multifattoriale: sono state infatti tirati in ballo centinaia di cause ma nessuna di esse è certa. La medicina è quindi ripiegata sul concetto di eziologia multifattoriale indicando nel fumo, nell'ipertensione e nell'ipercolesterolomia ed eccesso di trigliceridi nel sangue i più importanti fattori di rischio, ai quali qualche volta vengono aggiunti gli stress e l'alimentazione iperlipidica. Per fattore di rischio s'intende non un fattore causale ma una semplice correlazione. Ciò nonostante le organizzazioni sanitarie, a cominciare da quella mondiale (O.M.S.) si comportano, sia nel consigliare la prevenzione, sia nell'attuazione delle terapie, specie farmacologiche, come se si trattasse di fattori causali dimostratissimi. Le industrie farmaceutiche poi colgono la palla al balzo con riflessi prontissimi, appena di una sostanza ancora in esame, c'è solo un'incerta probabilità che sia efficace per attenuare qualche sintomo (la guarigione definitiva non è permesso neppure sognarla) con una sollecitudine tale che sarebbe da desiderare negli uomini politici, ed ecco bell'e pronto il preparato ad hoc. Siccome si predica da sempre che è preferibile prevenire piuttosto che guarire, sia pure con riluttanza, ecco che finalmente si decide di effettuare anche una parvenza di prevenzione (non vi è ovviamente alcuna industria farmaceutica disposta a patrocinarle!) e siccome non vi è alcun fattore causale certo si affannano a eliminare gli incerti e opinabili fattori di rischio. Così negli Stati Uniti e nella Carelia, del Nord tra i primi nella graduatoria della mortalità per infarto, ecco la grande guerra contro il fumo della sigaretta e la dieta iperlipidica e alla scoperta e' alla cura degli ipertesi che ignorano di esserlo. I benefici ottenuti in tali paesi (Usa e Carelia) sono risultati più favorevoli di quanto non fosse logico sperare: diminuzione degli arteriosclerotici, dei fumatori e dei casi d'infarto.
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