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Saggio: Gli Stress Psichici Causa Di Tutte Le Malattie 1970

Libro: Medicina Anno Zero 1983

Periodico: La Medicina Dell'Avvenire 1980-1988

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Biography
Psychic Stress The Cause of all Diseases 1970

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Capitolo IV - La Legge Della Salute (Considerazioni Varie)
Indice articoli
Capitolo IV - La Legge Della Salute (Considerazioni Varie)
Le eccezioni alla Legge della Salute
Le obbiezioni all origine psichica di tutte le malattie
Motivi delle obbiezioni alla Legge della Salute
Prevenzione psicologica, a cominciare dall infanzia
Fenomeni paranormali, osservazioni varie
Precursori della Legge della Salute
Georg Groddeck, Freud e l Es
Conclusioni
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
Georg Groddeck (1866-1934) Nell'agosto 1973, l'ultimo dei miei cinque figli maschi, il solo che non abbia scelto la carriera di medico, mi presentò il volumetto «Carteggio Freud-Groddeck» (Adelchi - editore) dicendomi: «Penso che ti interessi, per i tuoi studi». Tale libro mi procurò un'immensa soddisfazione: incontravo finalmente un medico che aveva avuto le mie stesse convinzioni.
Erano passati più di tre anni dal 6 giugno 1970, da quando cioè mi era rimasta nella mente, come un'ossessione, la certezza che tutte le malattie fossero provocate dagli stress, dal nostro inconscio. Dopo questo lungo periodo non avevo ancora incontrato alcuno, né morto né vivo, che la pensasse come me. Cominciavo a dubitare del mio equilibrio mentale, che fossi un paranoico con un'idea fissa, con l'errata convinzione di avere nel mio spirito una verità inesistente. Ed ecco invece davanti a me la prima lettera del 27 Maggio 1917, con la quale G. Groddeck iniziava la sua corrispondenza con S. Freud, al quale esponeva le sue tesi e le sue esperienze.
Ritengo opportuno riportare di tale lettera alcune frasi significative: «Alle Sue vedute (alla psicanalisi) io non sono giunto attraverso lo studio delle nevrosi bensì attraverso l'osservazione di disturbi che si sogliono chiamare somatici»... «lo mi ero convinto che la distinzione tra anima e corpo fosse solo verbale e non sostanziale, che corpo e anima costituissero un tutto unico... io ho rifiutato fin dall'inizio la distinzione fra disturbi fisici e disturbi psichici... Sono consapevole che così facendo rasento per lo meno i limiti del misticismo, e forse li ho già varcati»; «L'Es (o inconscio) plasma il naso e la mano dell'uomo così come ne plasma i pensieri e i sentimenti e si esprime sotto forma di polmonite o di cancro non meno di quanto possa esprimersi in forma di nevrosi o isterismo...»
«Non credo che l'attività del medico vada oltre al trattamento: alla guarigione non provvede lui, bensì appunto l'Es (inconscio)... «Le malattie organiche hanno la stessa origine di quelle funzionali».
Nella stessa lettera Groddeck comunica a Freud, riferendo i vari casi, di aver guarito con metodi psicologici, nella sua clinica di Baden-Baden le più svariate malattie organiche: poliartrite, flebite, aumento o diminuzione del peso corporeo, aumento di statura nei bambini, catarro bronchiale, raffreddore, diarrea, emorragia retinica, blefarite, gozzo voluminoso, ipertermia, sclerodermia.
In tutta la corrispondenza epistolare con Freud; il Groddeck, fino alla vigilia della sua morte, avvenuta nel 1934, non smise mai di insistere (nonostante l'atteggiamento sempre negativo, talora addirittura ostile, del suo amico-nemico Freud) nelle sue ferme convinzioni, come risulta da queste frasi: «sono divenuto talmente folle delle mie idee, che per me non esistono malattie incurabili» (lett. del 5-12-23) e altrove: «Se anche altri si decidessero una buona volta a chiedersi se è legittima la distinzione tra organico e nevrotico!» (lett. del 22-5-21).
Con la parola «altri» Groddech intendeva certo Freud che aveva sempre cercato di persuadere l'amico a rinunciare alle sue pur grandi verità, che in un certo modo erano in contrasto con i dogmi psicanalitici. Fin dalla sua prima lettera del 5-6-1917 Freud scriveva a Groddeck: «Perché si butta nel misticismo, annulla la differenza fra psichico e fisico e si fissa su teorie filosofiche che sono fuori luogo? e in seguito: «... se anche la Sua posizione nei riguardi della differenza tra fisico e psichico non coincide del tutto con la nostra» (lett. del 29-7-17). «Nutro un grandissimo interesse per le sue concezioni e solamente mi chiedo, perplesso, fino a che punto potranno essere dimostrate» (lett. del 9-10-17).
«Le mie divergenze critiche verso di Lei sono apparse fin dall'inizio della nostra corrispondenza. E cioè che non condivido il Suo panpsichismo... che secondo me lei ha preso troppo precocemente a disprezzare la ragione e la scienza... Che Lei mi sembra aver troppo fedelmente conservato le tracce di precedenti fissazioni, ecc...» (lett. del 12-2-22). «Nel Suo Es, naturalmente, io non riconosco il mio Es civilizzato, borghese, privo di misticismo» (lett. del 18-6-25), «Lei era caduto nella mitologia dell'Es, nell'annullamento di ogni differenza, e in una sterile monotonia..:» (lett. del 7-9-27). Da notare che nelle risposte di Freud non vi è nessuna argomentazione logica e razionale che potesse ritenersi valida contro la tesi di Groddeck!
È probabile che questo atteggiamento di Freud, critico e demolitore verso le concezioni dell'amico, abbia contribuito a frenarne l'entusiasmo e a metterlo in cattiva luce presso gli altri psicanalisti, che d'altronde a stento ne sopportavano la rude franchezza. Groddeck stesso manifesta verso il suo «maestro» tutto il suo orgoglioso risentimento in una delle sue ultime lettere, quella del 9-9-27.
In questa pervicace ostilità di Freud sta forse la spiegazione del perché il grande medico che fu Groddeck venne dimenticato per una quarantina di anni. Mi risulta che solo dalla metà degli anni '60 in poi sono state pubblicate di nuovo le sue opere più significative. Negli studi che sono apparsi e nelle recensioni sono state messe in evidenza e apprezzate le sue doti di scrittore e di analista, sia pure eretico («selvaggio» come amava autoqualificarsi), senza che nessuno abbia mai, che io sappia, dato peso alle sue tesi e convinzioni, nelle quali penso consista la sua originalità e la sua grandezza. La tesi che più era cara a Groddeck, cioè che «tutte le malattie sono provocate dall'inconscio», non mi risulta che abbia trovato alcuna eco in nessuno studioso di psicosomatica o di ipnosi e meno ancora, ovviamente, in alcun luminare della medicina. Non è mai ricordato nella bibliografia dei libri di psicosomatica.
 
Hans Selye, lo scienziato canadese di fama mondiale, studiò per decenni, sulle orme di W. Cannon, le reazioni dell'organismo ai vari stimoli precisando le varie fasi della sindrome generale di adattamento. È considerata una delle maggiori personalità che hanno dedicato decenni di intenso lavoro intorno ai rapporti tra la mente e il soma, senza tuttavia arrivare a chiare conclusioni sulle cause psichiche di tutte le malattie.
Il Prof. L. O. Speciani, è colui che, dopo Groddeck, più si avvicina alla Legge della Salute. Ha compiuto un lavoro enorme, con intelligenza, perseveranza, che dura da molti anni, per dimostrare in modo inconfutabile che il cancro e le malattie cronico-degenerative vengono provocate dall'infelicità. Mi rimane inspiegabile che escluda dalle malattie psicosomatiche quelle infettive. Che lo faccia per motivi di opportunità, in attesa che i tempi siano ancor più maturi anche per le tesi più avanzate ed estremiste? D'altra parte, anche escludendo le malattie infettive, quelle tumorali, cronico - degenerative e dismetaboliche costituiscono oggi il problema più arduo della medicina ufficiale, che non riesce a rallentarne l'incremento esponenziale.
L. O. Speciani costituisce pertanto uno dei pilastri più validi, uno dei combattenti più coraggiosi e preparati per l'avvento della medicina dell'avvenire.
Tra i precursori e pionieri della tesi sulle cause psicologiche delle malattie, meritano un posto privilegiato i medici americani Thomas H. Holmes e Richard H. Rahe che per primi, dopo numerose accurate ricerche e avere intervistato migliaia di persone, misero a punto la Tabella Proporzionale di riadattamento Sociale, che pubblicarono nel 1967, la quale contiene 43 cambiamenti di vita, a ciascuno dei quali venne assegnato un punteggio corrispondente alla «quantità» di stress provocato dal relativo cambiamento. Tale tabella rappresenta il primo tentativo di «quantizzare» un fatto psicologico, e così risolvere il difficile problema di razionalizzare e valutare con formula matematica i fenomeni psichici: in questo caso gli stress da cambiamenti di vita.
La tabella, col relativo punteggio, è stata verificata, nel corso di vari anni, su migliaia di soggetti di nazionalità, sesso, età e condizioni sociali diverse, ottenendo sempre gli stessi risultati: troppi cambiamenti di vita, accumulati in un periodo ristretto di tempo, originano malattie, e maggiore è la quantità dei cambiamenti di vita, più serie sono le malattie.
La tabella, riportata con molti chiarimenti nel volume «Stress e Salute» (Siad editore pag. 78 - 1978) e già due anni prima esaminata e modificata da L. O. Speciani nel suo libro «L'uomo senza Futuro» ( Mursia ed. 1976), rappresenta un'altra ennesima valida prova a favore della «Legge della Salute». Pure essendo stata pubblicata e illustrata, a cura di Bruno Lucisano, anche sul Corriere Medico (N. del 1981), non credo che siano stati molti i medici che ne abbiano preso conoscenza; essendo la classe medica come sempre, molto poco attenta alle cause psichiche delle malattie.
Se si decidessero finalmente, nell'interesse dei propri pazienti, dei propri familiari e di se stessi, a dedicare un pò di tempo anche a questi fondamentali problemi!