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Saggio: Gli Stress Psichici Causa Di Tutte Le Malattie 1970

Libro: Medicina Anno Zero 1983

Periodico: La Medicina Dell'Avvenire 1980-1988

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Biography
Psychic Stress The Cause of all Diseases 1970

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Capitolo IV - La Legge Della Salute (Considerazioni Varie)
Indice articoli
Capitolo IV - La Legge Della Salute (Considerazioni Varie)
Le eccezioni alla Legge della Salute
Le obbiezioni all origine psichica di tutte le malattie
Motivi delle obbiezioni alla Legge della Salute
Prevenzione psicologica, a cominciare dall infanzia
Fenomeni paranormali, osservazioni varie
Precursori della Legge della Salute
Georg Groddeck, Freud e l Es
Conclusioni

 

 

 

 

 

2) — OBBIEZIONI — Quando nel giugno 1970 mi venne in mente all'improvviso che tutte le malattie, tranne pochissime eccezioni di non grande rilievo, fossero causate da fattori psicologici negativi, ebbi subito la convinzione della verità assoluta di tale ipotesi. Mi diedi così a febbrili ricerche intorno a tale argomento tanto che entro il 1971 compilai e feci stampare il volumetto «Gli stress psichici causa di tutte le malattie», che inviai a scienziati e personalità mediche e non mediche.

Ebbi non molte risposte e ne riferisco alcune che mi sembrano più significative.
Lo scienziato canadese Hans Selye, di fama mondiale, al quale l'Università di Cagliari concesse la laurea honoris causa, rispose con molta cortesia e sollecitudine che l'argomento lo interessava moltissimo, e avrebbe voluto discuterne personalmente, non essendo possibile farlo con un scambio, sia pure lungo, di corrispondenza. Mi inviò copia di parecchi suoi lavori sullo stesso argomento dell'influenza degli stress sulla salute.
Il non meno illustre e noto scienziato, il brillante Prof. Carlo Sirtori mi rispose quanto segue, con la sua consueta concisa precisione: «La malattia è la risultante di un'offesa e di una difesa. Quest'ultima è inadeguata se l'organismo è stressato. Sotto questo profilo Lei non erra dicendo che lo stress può essere causa di molte malattie. Causa favorente che può diventare determinante. D'altro canto se l'offesa (germi, virus, sostanze cancerogene) è violenta può essa diventare determinante. Ma non v'ha dubbio che la riduzione degli stress comporterebbe una riduzione delle malattie. Gli avventisti, i Sioux e i pietisti, immunizzati contro gli stress, hanno meno malattie».
Le affermazioni del Prof. Sirtori confermano in gran parte la tesi sostenuta dallo scrivente. L'offesa infatti, anche se violenta e massiva. viene sempre sopraffatta dalle condizioni psicologiche favorevoli, ossia delle difese organiche ben efficienti.
Un esempio storico: il Prof. Petenkofer, per dimostrare non vera un'affermazione di Koch, lo scopritore del bacillo tubercolare, ingoiò il contenuto di una provetta, ossia miliardi di germi patogeni e non ne ebbe il minimo danno. Il Dott. Olgivie, noto medico inglese, affermò nel 1957 che «l'uomo felice non si ammala di cancro». Si potrebbe con altrettanta sicurezza aggiungere «e di nessuna malattia». Analoghi concetti sono stati frequente espressi anche dal Prof. Sirtori. Se riuscissi a trovare il tempo per ricercare parecchie di tali affermazioni ne verrebbe fuori un Carlo Sirtori strenuo paladino della Legge della Salute.
Un'altra risposta che ebbi è quella del Prof. Lodispòto, infaticabile studioso della Medicina Ufficiale e di quella Alternativa. Mi scrisse tra l'altro: «lo personalmente credo nell'unità di tutti i fenomeni per cui uno stress psichico può alterare le funzioni umane da una patologia psicosomatica e una noxa molto più grave (cancro); ma è altrettanto vero che una qualsiasi alterazione somatica può provocare dei riflessi sulla sfera psichica e determinare così un circolo vizioso. È il serpente che si morde la coda! Mens sana in corpore sano e Corpus sanum in mente sana.
Tutti e due i postulati possono essere validi, avere uguale valore ed interferire terribilmente l'uno con l'altro!».
Tutto ciò sarebbe facilmente verificabile, con facili e non costose ricerche. Ma purtroppo la scienza medica si dedica solo a studi tecnicisti e alla ricerca di inesistenti cause chimiche o fisiche, per dimostrare la grande efficacia di inefficaci o nocivi preparati chimici. Ricerche spesso patrocinate o finanziate «disinteressatamente» da grosse fabbriche farmaceutiche che vengono    effettuate, dietro lauto compenso, da «onesti» ricercatori che si premurano, talora anche inconsciamente, di confermare l'efficacia di preparati chimici, il più delle volte inutili e nocivi. Questa è la verità che sarebbe facile dimostrare, soltanto che lo si volesse.
L'uomo si ammala di più anche per gli errati condizionamenti subiti attraverso i secoli e i millenni dalle false affermazioni dei medici e dei «saggi». Condizionamenti ancora in atto per il pernicioso persistere del convincimento, anche in buona fede, dei medici allopatici e del pubblico, che attribuisce la causa delle malattie a fattori esterni (freddo, germe infettivo, cibi, aria, magia, castigo divino, ecc.).
La risposta del Prof. Lodispòto si può considerare in gran parte di consenso alla Legge della Salute. Dice infatti che «una qualsiasi alterazione somatica può provocare dei riflessi sulla sfera psichica». Afferma cioè che anche un'alterazione somatica (ad es. una ferita o frattura, l'impotenza, la frigidità, una malformazione congenita) può provocare i riflessi sulla sfera psichica (ossia degli stress o fattori psichici negativi) e così causare altra malattia. Allo stesso modo il freddo intenso, in persone delicate e sensibili, per il fastidio e la sensazione molesta, ma più ancora per autosuggestione, può provocare qualche malattia. La causa determinante è comunque sempre lo stress.
Nel 1973 inviai all'ottima rivista «Tempo Medico» il mio opuscolo «Gli stress psichici causa di tutte le malattie», chiedendone il parere, che mi venne dato nel n. 109 e del quale trascrivo la parte essenziale:
«I1 vaglio di una teoria scientifica non è tanto nel fatto che esistano osservazioni od opinioni che potrebbero confortarla, quanto nel fatto che resista ai tentativi di dimostrarne la falsità. E per quanto riguarda la teoria del Dott. Murgia, si deve convenire che per dimostrarne la falsità basta provare che esistono malattie che sicuramente non sono provocate da fattori psichici. Ebbene, che cosa pensa il gentile corrispondente di tutta la patologia sperimentale: entrano forse fattori psichici nella patogenesi dei tumori sperimentali da idrocarburi nel topo e nell'aterosclerosi da colesterolo nel coniglio?
Ma se questo non basta a convincere il Dott. Murgia, rifletta egli un momento se può ricorrere a fattori psichici quando qualcuno gli contagia il raffreddore, o se erano depressi o frustrati coloro che nel passato venivano mietuti a milioni dal colera o dalla peste, o, per non andare tanto lontano, se le epidemie di morbillo risparmiano i bambini indenni da fattori psichici negativi. È chiaro che l'entusiasmo ha preso la mano all'appassionato corrispondente, e gli ha fatto dire più di quanto alla base intendesse. È cioè che spesso i fattori psichici sono trascurati e che la patologia psicosomatica merita più attenzione di quanto si sia fatto finora».
A tale nota di Tempo Medico replicai (nel Marzo 1973) con una lunga lettera che trascrivo in parte:

«Mi è fin troppo facile rispondere alle sue obbiezioni».
1) Ella infatti afferma che «non entrano fattori psichici nella patogenesi dei tumori sperimentali negli animali», mentre non vi sono condizioni maggiormente stressanti di quelle delle cavie sottoposte a tali esperimenti, per di più a contatto con quantità di idrocarburi assai superiori, in proporzione, a quelle che si possono avere nei peggiori inquinamenti e nei lavori più pericolosi. Altrettanto si può dire dei conigli nei quali si provoca l'ateromatosi. Si pone quindi il dilemma: sono gli idrocarburi e l'alimentazione iperlipidica che causano il tumore o l'ateroma, o sono invece gli stress sempre presenti in questi animali? Giova a questo proposito ricordare che la teoria (che tuttavia era stata precedentemente dimostrata «vera» con prove sperimentali ineccepibili e ripetute come quelle sui conigli) che attribuiva la causa dell'arteriosclerosi all'alimentazione iperlipidica, è stata ormai riconosciuta «falsa» e niente affatto dimostrata.

2) E quali «fattori psichici negativi» si potranno mai avere superiori al terrore e all'angoscia per l'incombente contagio della peste o del colera?
Del resto anche la teoria dell'eziologia batterica delle malattie infettive è oggi considerata superata, attribuendosi maggiore importanza alle difese dell'organismo, che vengono indebolite soprattutto a causa degli stress. Giova a questo punto ricordare la fondamentale teoria di Hans Selye. È probabile che la fase di esaurimento venga accelerata, ritardata o inibita soprattutto da fattori psichici.

3) Proprio il raffreddore (che Lei porta in causa per dimostrare la «falsità» della mia teoria), come anche la faringotonsillite e perfino la sinusite e l'otite sono considerati da studiosi di indiscusso valore, di origine psichica (Antonelli: «Elementi di Psicosomatica» pag. 254; Weiss e English: «Medicina Psicosomatica», pag. 719)?
Con questi brevi chiarimenti non intendo certo sostenere che la mia teoria (che è del resto mia solo per una piccolissima parte, perché ogni giorno sto scoprendo che altri, anche in passato, l'hanno pensata quasi allo stesso modo) debba considerarsi dimostrata. Sono tra l'altro da chiarire le malattie ereditarie, l'efficacia dei vaccini, di molti medicamenti, ecc. È piuttosto vero questo: non è facile dimostrarne la «falsità».
Ma lo scopo della mia lettera, pubblicata nel n. 109 di Tempo Medico era anche quello di attirare l'attenzione dei medici sulle «malattie psicosomatiche».

Tempo Medico, che è certo da considerare la miglior rivista medica italiana e dà largo spazio anche a molte «Lettere al Direttore» di notevole critica e contestazione nei confronti della scienza ufficiale, tuttavia, nelle risposte ed argomenti o tesi intorno alle cause psichiche delle malattie usa un linguaggio molto tortuoso, quasi cavilloso, per giustificare risposte che sono già a priori sempre negative.
Ovviamente sui problemi della medicina occorre andare molto cauti, poiché ogni novità segnalata, anche se costituisce solo una lontanissima e vaga speranza o una molto incerta probabilità, crea una vasta eco di illusioni sui pazienti in attesa di efficaci rimedi ai propri annosi mali. Ma la cautela eccessiva è per lo più a senso unico. È sempre assai maggiore quando si tratta di cause psicologiche. L'affermazione dello storico inglese Brian Inglis, che «la classe medica è restìa, in modo quasi patologico, ad ammettere che il cancro possa non essere un male esclusivamente fisico», si può estendere a tutte le malattie cronico - degenerative, a tutte le malattie psicosomatiche e per riflesso anche all'ipnoterapia, da secoli osteggiata e negletta dalla medicina ortodossa.

Bambini - animali - piante. Mi è stata fatta spesso questa obbiezione: «Se fosse vera La Legge della Salute non si dovrebbero ammalare, come invece si ammalano, nè i bambini, nè gli animali che non dovrebbero essere sensibili agli stress e tanto meno le piante che sicuramente sono prive di qualunque barlume di intelligenza».
Tale obbiezione mi consente di chiarire la sensibilità dei bambini e la loro grande suscettibilità agli eventi che li riguardano e che li influenzano psicologicamente fin dal loro concepimento. Le condizioni psicofisiche della madre, come già si è detto in precedenza, influiscono assai, tanto in maniera positiva quanto negativa, sullo sviluppo del feto al quale la gestante serena riesce a dare in maniera equilibrata gli ormoni, gli enzimi e tute le sostanze necessarie per la sua perfetta strutturazione fisica e mentale, evitando così molte malformazioni congenite e dei difetti. spesso neppure apprezzabili, che possono tuttavia condizionare l'individuo per tutta la vita. Come possiamo essere certi che una persistente facilità alla depressione mentale o alla stancabilità fisica o a contrarre certe malattie non venga causata talora da difetti, lievi e non accertabili, nella delicata trama delle funzioni de cervello o di organi o di ghiandole?

Se la madre ha avuto un parto difficile; il neonato, nei primi giorni di vita ha frequenti scosse e tremiti, sembra che si spaventi, che sia angosciato, ha talora scariche diarroiche frequenti e resistenti alla somministrazione di antidiarroici. Si ha motivo di ritenere che tali disturbi siano provocati da cause psicologiche e che l'angoscia di un parto difficile possa rimanere nello spirito per tutta la vita.

Se il bambino, specie nei primi anni di vita e anche appena nato, viene allontanato dalla madre, per qualunque motivo, ha l'impressione, intuisce che nessuno gli voglia bene, che sia privo di protezione, per cui si deprime, non piange, non perché sia finalmente soddisfatto, ma perché si rassegna alla sua infelicità, alla sua solitudine e contrae facilmente qualsiasi malattia sia infettiva che degenerativa.
I bambini che alcuni anni fa (ma sicuramente il fatto si ripete di continuo) si ammalarono a Napoli e morirono di polmonite provocata dal virus sinciziale, appartenevano tutti a famiglie infelici. Si osservò che non contrasse tale malattia nessun bambino allattato al seno e che un bambino al quale venne fatta ascoltare la voce registrata della propria mamma ebbe un decorso più favorevole. Parecchi anni fa venne condotto nell'Emilia uno studio statistico sui bambini affetti da «crosta lattea»: risultò una maggiore mortalità nei bambini ricoverati in confronto a quelli lasciati alle sole affettuose cure materne.
Ricordo. alcuni casi di bambini che erano stati dimessi «per morire a casa» e invece, con l'affetto e le carezze materne, guarirono. Una volta rimproverai una madre che si era ripresa, contro il parere dei medici; il proprio bambino ricoverato in clinica pediatrica e che vedeva peggiorare di giorno in giorno. Dissi alla donna che non glielo avrei più assistito, ma cambiai parere. In pochi giorni il lattante migliorò rapidamente.
La moglie di un mio nipote medico partorì in clinica il tanto atteso primo figlio. Appena dimesso, il bambino ebbe qualche disturbo e i genitori, molto apprensivi, lo fecero subito ricoverare, recandosi in clinica per allattarlo al seno due volte al giorno. Nonostante ciò il bambino continuò a peggiorare. Consigliai di riportarlo a casa e di tenerlo sempre a contatto della madre. Così fu fatto e il neonato guarì subito.
Si può quindi concludere che per i bambini è pienamente valida la Legge della Salute: tenendoli allegri e a contatto della madre serena e con l'allattamento al seno i bambini non si dovrebbero ammalare mai. Se si ammalano, occorre ricercarne la causa psicologica.
Si deve riconoscere che questi concetti sono già in gran parte penetrati nella mentalità di molti pediatri, ma purtroppo ancora in una scarsa percentuale.

Gli animali, a dire il vero si ammalano di meno, proprio perché non hanno l'intelligenza dell'uomo. Un famoso medico ebbe a dire: «Il cane non si ammala di ulcera perché non legge i giornali». Si ammalano tuttavia assai più frequentemente gli animali domestici, privati del loro ambiente naturale, tenuti in cattività (o rinchiusi o legati) e spesso sottoposti a lavori stressanti, ad alimentazione incongrua, a sperimentazioni dolorose o fastidiose.
Si può aggiungere che molte malattie (arteriosclerosi, cancro, diabete e la maggior parte delle malattie cronico - degenerative) si manifestano quasi esclusivamente nell'uomo. Sono per questo chiamate anche antropopatie , ossia malattie dell'uomo. Nell'uomo gli stress (preoccupazioni, paure, frustrazioni, autosuggestioni negative) hanno un effetto più intenso e più duraturo. L'uomo si ammala di più a causa della sua meravigliosa intelligenza. La mente umana, consapevole e inconscia, ha delle capacità immense, sia in senso negativo per procurarsi le malattie, sia in senso positivo per guarirle o per prevenirle; ma purtroppo, per cause molteplici, per un errato atteggiamento culturale, creato o influenzato da vari interessi economici, politici, religiosi, ecc. prevale il condizionamento negativo ossia atto a favorire l'insorgenza delle malattie.