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Saggio: Gli Stress Psichici Causa Di Tutte Le Malattie 1970

Libro: Medicina Anno Zero 1983

Periodico: La Medicina Dell'Avvenire 1980-1988

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Psychic Stress The Cause of all Diseases 1970

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Capitolo III - La Legge Della Salute
Indice articoli
Capitolo III - La Legge Della Salute
Fattori psichici negativi, le infelicita patogene
Medicina Psicosomatica
Studi e osservazioni sul Placebo
Effetti provocati dall ipnosi, per quanto riguarda la cura degli ammalati
Le cento branche dell Altra Medicina
I fattori psichici positivi guariscono dalle malattie
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
7 — CURE EMPIRICHE - LE CENTO BRANCHE DELL'ALTRA MEDICINA — Sono molto affini all'ipnoterapia — nei metodi, nei fini che si propongono (guarire l'uomo nella sua integrità psicofisica) e nei risultati soddisfacenti — molte altre cure, chiamate «eretiche» o «empiriche» dalla medicina ufficiale che ama auto-definirsi «ortodossa» e «razionale»: la «vera» Scienza Medica.
Alla luce invece dei concetti della psicosomatica e di altri studi più recenti che fanno risalire a fattori psichici l'eziologia di tutte le malattie, particolarmente di quelle cronico - degenerative e delle neoplasie, tali terapie (riunite nella denominazione de «l'altra medicina») sono da considerare assai più razionali della medicina ortodossa, perché aggrediscono le malattie, eliminandone razionalmente, con metodi psicologici, le cause stesse, e non soltanto i sintomi (come fa la medicina ufficiale, in maniera quindi non scientifica e scarsamente efficace).
L'«altra medicina», i cui metodi sono basati sulla fiducia e sul potenziamento dell'IO, con l'autosuggestione (come il training autogeno, la sofrologia, lo psicodramma, i metodi yoga e zen, ecc.) o con. altri mezzi (agopuntura, omeopatia, chiropratica, cura con le erbe, terapia bioradiante e altre innumerevoli) deve, a mio giudizio, la sua indubbia efficacia a motivi puramente psicologici, principalmente all'autosuggestione.
Nell'«altra medicina» si ritiene di dover includere anche il metodo del Dott. Vieri, che usa dosi infinitesimali di colchicina (in luogo delle dosi massive e spesso letali della terapia chimica) e quello della rumena Dott. Aslam che usa la novocaina per suscitare nel malato la «fede» che spesso guarisce il paziente o gli dà un notevole miglioramento.
La frequente efficacia di tutte queste «altre medicine», che sono da considerare vere e proprie «psicoterapie», costituisce un altro valido indizio a favore dell'ipotesi della causa psichica di tutte le malattie.

8 — MIRACOLI DELLA FEDE RELIGIOSA E DEI GUARITORI —Sulla scia delle guarigioni miracolose che avvenivano nei templi greci di Esculapio e di quelle raccontate nel Vangelo, si sono verificate in ogni tempo molte guarigioni eccezionali attribuite da molti al diretto intervento della divinità, tanto erano sembrate e appaiono anche oggi al di fuori delle normali possibilità della fisiologia e della medicina.
Oggi tuttavia la maggior parte degli studiosi, compresi quelli della religione cattolica, sono più propensi a considerarle operate dal nostro stesso «spirito», dagli immensi poteri esistenti in noi e mobilitati in modo massivo dall'autosuggestione e dalla intensa fede nella guarigione. Molte delle malattie talora assai gravi, guarite più o meno rapidamente in questo modo, sono tra quelle comunemente considerate organiche, spesso ritenute inguaribili con le usuali terapie.
Di qui l'utilità e l'opportunità di prendere in considerazione le guarigioni avvenute in questo modo di malattie cosiddette «organiche», ossia provocate da cause esogene (germi infettivi o altri fattori esterni all'uomo), mentre si debbono a ragione ritenere «psicosomatiche», poiché guarite con mezzi esclusivamente psichici.
Né vale insinuare che si vogliano introdurre nella pratica medica concetti mistici o magici: la psiche è infatti un oggetto di studio, una cosa reale, valutabile in tutti i suoi effetti come qualunque altro elemento dell'uomo. L'ipotesi psichica dell'insorgenza (e della guarigione) delle malattie, contribuisce piuttosto a liberare da qualsiasi ombra di magia o di misticismo sia il fenomeno dei guaritori, sia i «miracoli» della fede religiosa.
a)In Grecia — È risaputo che in certi templi greci, particolarmente in quello di Epidauro dedicato al dio greco della medicina, Esculapio o Asclepio, si portavano gli ammalati, i quali spesso venivano lasciati dormire nel tempio: Il Dio si rivelava in sogno all'infermo e lo guariva all'istante o gli indicava il rimedio per guarire rapidamente.

I resoconti delle guarigioni venivano registrati su delle stele, alcune delle quali sono ben conservate e leggibili. Tali guarigioni hanno una notevole analogia con quelle che si verificano a Lourdes, negli altri santuari religiosi e per opera di celebri guaritori come quelli delle Filippine e del Messico.
b) Lourdes — Si legge o si sente di continuo di Guarigioni miracolose verificatesi nei santuari religiosi di tutto il mondo: Fatima, Pompei, Madonna di Loreto, S. Giovanni Rotondo, Santa Rita di Cascia e infiniti altri.
Le guarigioni miracolose sono state tuttavia studiate e documentate con cura soprattutto a Lourdes. Intorno a tali miracoli, a tutto il miracolo costituito dal fenomeno «Lourdes», sono stati scritti molti libri e innumerevoli servizi giornalistici. Le guarigioni eccezionali e improvvise verificatesi in tale santuario sono migliaia. La Chiesa ne ha tuttavia riconosciute, come avvenute per intervento soprannaturale, solo un numero limitatissimo: negli oltre 100 anni dopo le apparizioni di Bernardette, solo poco più di 60 guarigioni miracolose. Si tratta di malattie organiche croniche che gravi, nelle quali tutti i rimedi umani si erano dimostrati impotenti.
   
Ho letto ed esaminato attentamente 18 di tali guarigioni avvenute tra il 1950 e il 1969 riportati e descritti minuziosamente nel volume: «Vi sono ancora miracoli a Lourdes?», nel quale il Dott. Olivieri, presidente dell' Ufficio Medico del Santuario, riporta minuziosamente tali 18 casi.
Si tratta sempre di malati cronici gravi, curati molto a lungo inutilmente. Pazienti che poi, all'improvviso o quasi, guariscono perfettamente. Sono casi accuratamente documentati sia prima che dopo l'avvenuta guarigione. Molti di tali miracoli si sono verificati anche di recente. Mentre in passato si trattava in prevalenza di malattie tubercolari, sclerosi e placche e paralisi, negli ultimi decenni le guarigioni riguardano in prevalenza artropatie e tumori, che costituiscono assieme alle malattie cardiovascolari l'insolubile problema dell'odierna medicina. Continua a verificarsi anche qualche caso di sclerosi a placche, oscura malattia inguaribile in continua espansione, come quello che riguarda il padre benedettino Leo Schwenger di Friburgo, che guarì improvvisamente a Lourdes il 30 - 4 - 1952.
Tra i precedenti viene ricordato che a 12 anni per una caduta dalla bicicletta perse conoscenza ed ebbe vertigini che durarono un anno. A 21 anni fu colpito dal calcio di un cavallo e perse di nuovo conoscenza. Dopo un mese ebbe uno svenimento per una caduta mentre si bagnava. Nel 1947, diplopia intermittente, disturbi dell'equilibrio e della parola che gli impedivano di farsi capire. Nel 1948, a varie riprese, disturbi nella ritenzione delle urine e nell'equilibrio, che poi scompaiono. Soffriva di cefalea e di insonnia fin dall'età di 12 anni. Nel 1951: emiplegia ed afasia passeggera, ipoestesie alternate a parestesie. Durante alcuni ricoveri, l'esame del fondo dell'occhio, il liquido cefalorachidiano e l'elettroencefalogramma non rivelarono alcunché di anormale. Poi, d'improvviso, il 30-4-1952 , la completa e definitiva guarigione.
La diagnosi fu di probabile sclerosi a placche in fase iniziale.

Note: 1) La storia del paziente rivela notevoli note di nevrosi e di ipersensibilità con facile instaurazione di sintomi funzionali. C'è di certo anche una tendenza inconscia agli incidenti. 2) La diagnosi di sclerosi a placche è, per lo più, ma particolarmente in questo caso, difficile e incerta.
 
3) La letteratura sull'ipnosi riporta parecchi casi di sclerosi a placche guariti con tale terapia. Posso affermare che vari casi da me trattati ebbero un esito assai soddisfacente. In alcuni invece non ottenni sensibile miglioramento: vi erano forse dei danni irreversibili? O scarsa ricettività?
 
c) — Religiosi — Sulla stampa quotidiana e periodica vengono comunicate assai spesso guarigioni provocate dalla fede religiosa. Ma le guarigioni più o meno improvvise attribuite alla Madonna, a qualche santo o a persone vive o morte considerate  sante sono molto più numerose di quante non se ne venga a sapere. In questi ultimi anni il Papa Giovanni è stato il maggior protagonista dei miracoli delle guarigioni. Molti ammalati sono stati guariti anche per opera di Padre Pio, sia in vita che dopo la morte. Di tali guarigioni sono tuttavia considerate «miracolose» solo un numero esiguo.
Uno dei casi più notevoli e controllati accuratamente per la causa della sua beatificazione è il seguente:
Lina Beraldi Smiroldo, guarita dal morbo di Hodgkin (linfogranuloma maligno di norma inguaribile) dopo che la madre era riuscita a far benedire alcuni oggetti della stessa Lina da Padre Pio, poche ore prima che egli morisse.
La malattia era stata diagnosticata all'ospedale S. Giovanni durante un ricovero e venne confermata in occasione di altri due ricoveri in cliniche private.
A nulla erano valse la cobaltoterapia e tutte le altre cure tentate, comprese quella del Dott. Vieri e il siero del Dott. Bonifacio. Poi, quando tutti attendevano solo la sua morte, ecco il rapido miglioramento, dopo che Padre Pio era apparso a una nipotina alla quale aveva detto: «Sono venuto a dirti che la zia Lina guarirà. La sua fede l'ha salvata».

A Santina Campana, abruzzese, morta a 21 anni fra atroci sofferenze mentre si preparava a diventare suora, vengono attribuite molte guarigioni miracolose. Eccone una.
Carmela Zullo di Pesche (Campobasso) ebbe la prima gravidanza difficile con gravi coliche per cui le era stata sconsigliata una seconda gravidanza. Questa invece si verificò. Fu ugualmente pessima; tuttavia il secondo figlio nacque normalmente. Dopo il parto però le condizioni della Zullo peggiorano senza che i medici fossero riusciti a scoprire il male. Le venne perciò praticata una laparatomia esplorativa e fu così riscontrata una pancreatite emorragica con versamento endoaddominale. I medici precisarono: «Nessuna possibilità di salvarla; ormai le restano tre o quattro ore di vita». Pochi minuti prima del miracolo, un medico, tastando il polso della paziente, disse: «Fra qualche minuto non ci sarà più. Il pancreas è in disfacimento. Che cosa si poteva fare? Mi dispiace».
 
Proprio in quel momento una zia tolse dalla borsetta un'immaginetta di Santina Campana e la posò sulla pancia della moribonda, la quale, dopo qualche attimo, aprì gli occhi e «vide» Santina Campana che le sorrideva, seduta ai piedi del suo letto.

Pochi minuti dopo, si sentì completamente guarita. Qualche giorno dopo, eseguiti gli esami, fu constatato che il pancreas era in perfette condizioni, come se non fosse stato mai malato e le cicatrici dell'operazione scomparse del tutto, tanto che i medici dicevano: «Davvero straordinario!... Incredibile! È come se questa donna non avesse mai subito alcun intervento».
Nell'Unione Sarda del 25-7-1973 sono segnalate delle guarigioni eccezionali attribuite alla stessa giovane abruzzese: un tumore al braccio, uno alla bocca, uno al cervello e un tetano grave.

d) — Miracoli dei guaritori — Il problema dei guaritori è molto complesso. È una questione non solo d'interesse medico ma anche sociale ed economico.
In ogni parte del mondo, sia nei paesi popolati e superindustrializzati, sia nelle plaghe più arretrate e più selvagge, abbondano i guaritori, i quali molto spesso ottengono ottimi risultati in ammalati cronici gravi, abbandonati come inguaribili dalla medicina ufficiale.
In Italia alcuni sono notissimi, come Racanelli (che si è laureato in medicina per evitare di essere di continuo denunciato per esercizio abusivo della medicina), Giovanni Andalini, la marchigiana Olga Baglione, che afferma di aver guarito anche tumori, trombosi, sclerosi a placche e morbi di Burger. Un'altra marchigiana, Pasqualina Pezzola, esaminata e controllata da medici e da parapsicologi, riesce a fare delle diagnosi precise. All'estero hanno acquistato rinomanza i molto discussi chirurghi filippini, gli stregoni-guaritori dell'Equador, del Brasile, ecc. L'ammalato cronico, anche se gli è stato detto che non potrà guarire, continua a sperare e a tentare, continua a cercare il miracolo. Basta un esiguo numero di guarigioni, spesso illusorie o passeggere, per spingere masse di pazienti alla ricerca dei rimedi magici, al di fuori delle cure ortodosse che non li hanno potuti guarire.
Quali considerazioni si possono fare sulle guarigioni operate dalla fede religiosa? Qual'è la posizione della medicina ufficiale e degli scienziati sulla realtà di questi fenomeni che sembrano al di fuori delle normali leggi fisiche e fisiologiche? Non si può negare la realtà di queste guarigioni, ampiamente constatate nei templi di

Esculapio e che si registrano e documentano anche oggi nei santuari cristiani e nei luoghi di culto delle altre religioni. Sono ampiamente dimostrate molte guarigioni di malattie psichiche, psicosomatiche e anche di molte affezioni considerate comunemente organiche, verificatesi per fede religiosa.

È significativa la quasi identità che si riscontra sulle modalità e le condizioni nelle quali si manifesta il fenomeno delle guarigioni «miracolose» o eccezionali. Nella maggior parte di esse c'è  nel malato la delusione per il fallimento delle lunghe cure praticategli dalla medicina tradizionale, la fiducia, la speranza di un evento eccezionale che ponga fine alle sue gravi sofferenze e infine l'improvviso e rapido notevole miglioramento, che arriva spesso alla completa guarigione.
Questo si verifica sia che si tratti di santuari religiosi, della fede in qualche santo o ritenuto tale, sia della presunta esistenza dei fluidi, energie, irradiazioni o altri vantati poteri eccezionali dei guaritori. C'è molta analogia anche con le guarigioni per opera dell'agopuntura, dell'omeopatia e di tutte le altre terapie più o meno eretiche. In tutte c'è infatti un alone di mistero e di soprannaturale.
Si può dire che un effetto quasi magico sia anche in certi medicinali, molti dei quali, per brevi o lunghi periodi, hanno avuto un'efficacia quasi miracolosa, che poi si è affievolita, fino a scomparire. Ci sono anche dei medici che acquistano grande fama, i quali, molto spesso senza eccezionali doti di intelligenza o di cultura, ottengono risultati curativi notevoli. Molti clinici o chirurghi ottengono eccezionali risultati più che per proprio merito, per quella fiducia mistica e irrazionale che fa sì che anche una banale terapia diventi un toccasana se praticata da loro.
Qual'è l'opinione dei medici e degli scienziati sulle cosiddette guarigioni miracolose, specie su quelle religiose e sui miracoli in generale? Le risposte date a questa domanda sono ovviamente diverse e spesso opposte. Il Prof. Medi crede nel miracolo, perché Dio «nella libera volontà, muta il comportamento naturale delle cose e il loro andamento abituale, secondo le leggi da lui stesso poste... per consolare una creatura...»
11 Prof. Magianpan, direttore del centro medico di Lourdes ammette che «per i notevoli progressi della medicina, alcuni miracoli avvenuti alla fine del secolo scorso non sarebbero oggi riconosciuti come tali... Ma come la mettiamo quando un tubercoloso o un malato di cancro guariscono dall'oggi al domani? Come
la mettiamo quando un paralitico si alza e cammina? Queste sono cose che la scienza non spiegherà mai».

Il cardiochirurgo De Bakey dice: «Ho potuto constatare che esiste una forza suprema, al di fuori delle nostre possibilità di intervento e di spiegazione, che è in grado di causare determinati eventi».
Il famoso neurochirurgo J..White crede nel miracolo e dice: «Accettare la possibilità del miracolo è anche un segno di umiltà intellettuale... Ho potuto constatare la guarigione di un paziente affetto da cancro del cervello, che avevo ritenuto irrimediabile; destinato a morire in breve tempo».
Il cancerologo Prof. L. Caldarola di Torino dice invece: «Non credo al miracolo... Potrei configurare il miracolo quando si potesse dimostrare che esistono casi in cui siano restituiti arti agli amputati ed occhi ai monocoli»: Il cancerologo Moricca dice che «accadono dei fatti che inducono a pensare al miracolo. Ma quello che non si spiega razionalmente oggi si potrebbe spiegare domani»
Il Prof. Ferruccio Antonelli, studioso di psicosomatica, crede ai miracoli evangelici e a quelli che continuano a verificarsi nel corso di pellegrinaggi, ma aggiunge che «le capacità potenziali della psiche umana sono pressoché inesauribili nel bene e nel male, e quindi anche nel provocare una malattia o nel risolverla».

9) ALTRE PROVE ED ELEMENTI SIGNIFICATIVI - Si riportano qui alcune notizie e considerazioni illuminanti che aggiungono cre­dito alla «Legge della Salute»:

a) Biofeedback (B.F.B.), «Consiste nel prendere un dato dell'attività viscerale, ad esempio la pressione arteriosa o il ritmo cardiaco, nel riprodurlo in continuità con opportuni apparecchi in modo visivo o auditivo, e quindi nel cercare di modificarlo con la volontà. Esempio: al City Hospital di Baltimora i dottori Engel e Bleecher curano col Biofeedback le aritmie cardiache: il paziente è davanti a un monitor su cui vede in tempo reale il proprio elettrocardiogramma continuo; si sforza (e appunto ci riesce: il meccanismo ultimo è in parte ignoto, benché sicuramente operino fattori del sistema nervoso) di governare il ritmo cardiaco evitando l'insorgenza di extrasistole e aritmie. Riesce a comandare anche la conversione dello stato aritmico in stato ritmico. Alcuni pazienti sono arrivati perfino a padroneggiare le crisi tachicardiche del morbo di Wolf-Parkinson-White. Altri esempi molto in succinto: dal City Hospital e da altri centri di biofeedback: pazienti affetti da incontinenza fecale riescono a ricreare i riflessi sfinterici perduti, fino a conferire al muscolo l'energia necessaria a trattenere le feci. Malati affetti da torcicollo e da cefalea da tensione muscolare ascoltano il «rumore» (amplificato) dell'elettromiogramma dei muscoli ipertonici, ed operano su di esso fino a ridurre la contrattura muscolare e a far cessare il dolore. Ancora: degli epilettici, osservando il proprio elettroencefalogramma, riescono a modificare la propria attività corticale e così bloccano la crisi epilettica in arrivo attivando un ritmo alfa a 8-14 cicli al secondo! (Da «Cento modi per guarire - L'Enciclopedia dell'altra Medicina - di G. Ferrieri e A. Lodispoto - Edizioni Red. Como).

Che cosa c'insegna il B.F.B. che dagli Stati Uniti, si è ormai diffuso in molti altri paesi, compresa l'Italia, per opera soprattutto del Prof. Pancheri primario neuropsichiatra a Roma? Ci fa conoscere ciò che gli yogi, gli asceti del Tibet e di altri paesi orientali già sapevano da millenni; ciò che anche nei paesi occidentali si sa da quando Mesner circa due secoli fa ci mostrò i miracoli dell'ipnotismo; ciò che nel 1908-1912 ci insegnò Shulz col training Autogeno che consiste in particolari tecniche di rilassamento e concentrazione mentale con le quali si ottengono gli stessi risultati del B.F.B., e certo con maggiore intensità.
Tuttavia il B.F.B. costituisce una novità ed ha un grande significato, poiché l'influenza della psiche sulle varie funzioni corporee viene dimostrata e attuata in ambiente universitario ortodosso. C'è da rilevare che, com'è suo costume, la Medicina Ufficiale si serve di strumenti tecnici che consentono alle industrie e agli operatori sanitari di trarne un notevole profitto.

b) Hans Selye, illustre scienziato canadese, di fama mondiale, studiò a lungo i vari stimoli biologici, fisici e psicolsociali (stressor) che producono nel corpo degli effetti sempre uguali qualunque sia lo stimolo (sindrome generale di adattamento). Selye si può a ragione considerare un precursore della «Legge della Salute» alla quale il suo pensiero si avvicina notevolmente.

c) Tocco del Re. È noto che i Re di Francia e d'Inghilterra, i secoli scorsi, in certe ricorrenze usavano «toccare» gli scrofolosi, che a quei tempi erano assai numerosi e si disponevano in fila al passaggio del Re. Risulta che molti di tali pazienti guarivano, certo per la fiducia e l'autosuggestione.
d) Guarito con l'allegria. Ha avuto una vasta risonanza in tutto il mondo il decorso di una rara e incurabile malattia del collageno che nel 1964 contrasse Norman Cousins, direttore del settimanale americano Saturday Review. Invece di farsi curare dai medici, il Cousins instaurò una sua terapia a base di vitamina C, ma soprattutto di allegria. Passava così molto del proprio tempo vedendo film comici e leggendo libri di umoristi. In tal modo lentamente comincio a migliorare, finché dopo parecchi anni si ritrovò quasi perfettamente guarito.
È mia convinzione che con una intensa terapia psichica (ad es. con l'ipnoterapia) la guarigione sarebbe stata più rapida e completa.

e) Previsione di cancro e di altre malattie. Lo psicologo americano Lawrence Le Shan e un altro ricercatore, Claus Bahnson, hanno stabilito, esaminando per decine di anni parecchi pazienti, il tipo di personalità proprio dei cancerosi. Le Shan, sulla base di appropriati testi psicologici, circa ventiquattro anni fa, fece una prima previsione partendo dalla sola analisi di 28 storie personali di pazienti senza conoscere i precedenti clinici. Sbagliò in soli tre casi. Un giovane ricercatore ungherese trasferitosi in Iugoslavia sottopose nel 1964 i 1353 abitanti di un villaggio iugoslavo, Crvenka, e individuò 38 candidati al cancro. Lasciò i loro nomi chiusi in una cassetta. Emigrato in Germania, ritornò a Crvenka dieci anni dopo, cioè nel 1974. Riaperta la cassetta scoprì che 37 erano già morti per cancro: l'ultimo era ancora in vita, ma anch'egli con un tumore. Aveva quindi indovinato al cento per cento.
Previsioni del genere erano già fatte anche in precedenza da altri studiosi di psicosomatica: Booth, esaminando con il test di Rorschach, per oltre 15 anni, numerosi cancerosi, ha messo in evidenza alcuni tratti caratteriali che possono quasi far intravedere il destino di cancro... Alcuni autori (Kissen, Wittkower ed altri) non esitano a dichiarare, sulla base di precise osservazioni, che è possibile prevedere non solo il destino di cancro ma addirittura l'organo che il cancro colpirà». (F. Antonelli - Elementi di Psicosomatica - ed. Rizzoli).
Esistono motivi seri per ritenere che, usando gli stessi metodi adottati per il cancro, si potrebbero fare le previsioni per qualunque altra malattia, come in parte è stato già fatto.
Da tali ricerche non si può che confermare ciò che già è stato detto: che non può esistere alcun rimedio fisico o chimico per evitare che tali previsioni si avverino; solo esaminando e correggendo l'inconscio può essere modificato il destino di cancro o di
altre malattie. Ne consegue l'utilità, anzi l'urgenza di effettuare, su larga scala, fin dall'infanzia e dall'adolescenza un'efficiente prevenzione psicologica capace di modificare gli impulsi, i conflitti inconsci e le caratteristiche psichiche che fanno prevedere l'insorgenza del cancro o di altra malattia grave. Tale prevenzione si può ottenere con l'ipnosi, col training autogeno o altri metodi che abbiano la stessa efficacia.


f) I cambiamenti di dimora, di vita e di abitudini, il decadimento dei valori etici, religiosi e morali, risultano perniciosi alla salute dell'individuo.
Ciò è stato dimostrato ampiamente dagli americani T. Holmes e R.H. i quali hanno introdotto la Tabella Proporzionale di Riadattamento Sociale ( Dudley e Welke: Stress e Salute - Sian edizioni) che consiste in 43 situazioni di cambiamento di vita. A ciascuna di tali condizioni venne assegnato un punteggio in seguito ad accurate ricerche. Tale tabella è stata riportata ne «L'Uomo senza Futuro» di L.O. Speciani, con qualche modifica interpretativa, ed è fertile di molte pratiche applicazioni sia nel campo medico che in quello del lavoro.
Costituisce certamente un importante elemento a conferma della Legge della Salute.

g) Eziologia delle malattie. Non solo è oltremodo significativo, ma è motivo di perplessità e stupore, il fatto che, dopo oltre due millenni dalla nascita dell'arte medica, la medicina ufficiale non è ancora riuscita a scoprire la vera causa di nessuna malattia, né delle infettive, né delle tumorali, né delle cronico-degenerative o dismetaboliche.
Come si può spiegare questo fatto? Possibile che la cosiddetta scienza medica (che poco ha di scientifico e razionale, ma che ha pure avuto, nella sua lunga e talora gloriosa storia, parecchi medici illustri, dotati di intelligenza illuminata e aperta e di elevati sentimenti umanitari) nonostante migliaia di migliaia di miliardi spesi nella ricerca della causa delle malattie soltanto negli ultimi decenni e nonostante l'impiego degli innumerevoli migliori cervelli del mondo in tali ricerche, sia riuscita solo a sfornare una marea di rimedi sintomatici e palliativi, anch'essi almeno in parte molto utili, ma purtroppo tanto più micidiali quanto più efficaci?
Sembra assurdo che tra milioni di medici, solo pochissimi (derisi e scoraggiati in molte maniere) abbiano seguito il filone delle cause psichiche delle malattie, ancora tabù e chiuso quasi ermeticamente alla medicina ufficiale di tutti i paesi. È inconcepibile che ancora oggi, nonostante i deludenti risultati delle sperimentazioni in vitro, sugli animali e sull'uomo, si persista con nauseante monotonia nelle stesse costosissime ricerche pur sapendo che sono totalmente inutili agli effetti della salute dell'uomo.
Per la tutela della salute si può anzi essere certi che sono assai perniciose sia per se stesse, sia perché esauriscono i mezzi che potrebbero essere meglio impiegati in ricerche più utili: ad esempio, nelle scienze dell'uomo, cioè nei rapporti tra psiche e soma e nel funzionamento del cervello.