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Saggio: Gli Stress Psichici Causa Di Tutte Le Malattie 1970

Libro: Medicina Anno Zero 1983

Periodico: La Medicina Dell'Avvenire 1980-1988

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Psychic Stress The Cause of all Diseases 1970

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Capitolo II - Medicina Psicosomatica
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Capitolo II - Medicina Psicosomatica
Ipnoterapia e disturbi organici provocati dalla psiche. Casi da me trattati.
E urgente la terza rivoluzione della Medicina

 

 

 

 

Ritengo illuminante esporre alcuni casi da me trattati con l'ipnoterapia, con esito più che soddisfacente. È in tal modo assai più facile constatare come l'ipnosi possa eliminare, anche a molta distanza di tempo e in modo definitivo, molti disturbi organici provocati dalla psiche, che erano stati curati a lungo e senza risultato con le usuali terapie.

Caso N. 1— F. F. — DISTONIA NEUROVEGETATIVA - Uomo di circa 55 anni. Venne da me lamentando disturbi vari: dispepsia, colite, intolleranza di molti cibi, frequente cefalea e insonnia, stitichezza ostinata, facile stancabilità. Alla seconda seduta disse di sentirsi già meglio. Ricorderò sempre la sua espressione raggiante quando venne per la terza seduta. Appena entrato mi disse: «Oh dottore, sono molto contento, ho buttato via tutte le medicine (e fece l'atto di buttarle). E sa da quand'ero sempre a forza di medicine? Da trentun anni fa sempre con pillole: per la colite, per il cuore, per dormire, per andare di corpo...; tutto a forza di medicine! e sempre a regime alimentare rigoroso. Domenica scorsa sono stato da mia nipote insegnante che risiede in un comune vicino al mio. Quando sono arrivato aveva già tutto pronto per pranzare. Appena mi ha visto mi ha rimproverato: «Perché zietto, non mi ha avvisato che veniva, così avrei lasciato la pasta senza salsa e preparato delle cosette che lei potesse mangiare?». Le ho risposto: «Non preoccuparti, servimi pure di ciò che hai preparato, perché ora mangio di tutto». È rimasta incredula e sbalordita».
Gli furono sufficienti solo quattro sedute. Dopo parecchi anni continua a sta sempre bene: mangia e digerisce ogni cibo benissimo, va tutti i giorni regolarmente di corpo e non ha più avuto alcun disturbo di sorta, né preso mai più alcuna medicina.

Note: 1)— Anche questo caso dimostra chiaramente come i fattori psichici negativi bloccano anche per lunghissimi periodi il funzionamento, per es. delle ghiandole digestive, del colon, ecc. e come anche dopo oltre 30 anni sia possibile riattivare e normalizzare di nuovo queste funzioni. 2 — Solo in Italia sono centinaia di migliaia, forse milioni, le persone che soffrono di tali disturbi psicosomatici (neurosi viscerale o distonia neurovegetativa) e vengono sempre curate ed esaminate alternativamente dal gastroenterologo, dal neurologo e vengono fatte analisi ed esami di vario genere secondo la prevalente sintomatologia del momento. La malattia è invece una, indivisibile ed è solo nella psiche.

Caso N. 2 — F. G. — DISTONIA NEUROVEGETATIVA, MEGARETTO (congenito?) — Uomo di circa 42 anni, sposato con vari figli, operaio sorvegliante, senza preoccupazioni economiche o familiari. Venne da me più che altro per riferirmi un disturbo che lo tormentava assai. Aveva sempre avuto la stitichezza ostinata, ma negli ultimi anni le feci si raccoglievano nel retto ove formavano una massa dura e voluminosa che riusciva a espellere con difficoltà e indicibile sofferenza. Si era fatto visitare varie volte, gli avevano praticato tutti gli esami e infine gli avevano prescritto lassativi e dato consigli sull'alimentazione. La diagnosi: «Megaretto congenito», per il quale non c'era nulla da fare. Oltre a questo disturbo, da molti anni era iperemotivo, irritabile, si infastidiva per ogni nonnulla, non dormiva bene, mangiava solo determinati cibi. Per es., non sopportava la pasta: anche il solo vederla gli provocava nausea; se si azzardava a mangiare uno spicchio d'arancia lo rimetteva subito....

Dopo avergli praticato solo quattro sedute (era sensibilissimo all'ipnosi ed era sprofondato molto bene fin dalla prima volta) aveva modificato il proprio temperamento: era calmo, disteso, felice, non si irritava più, in famiglia era sempre di buon umore, faceva il suo lavoro come un gioco. Da allora è andato sempre regolarmente di corpo ogni mattina, senza aver avuto più neanche il minimo disturbo per il «megaretto». Mangia con gusto anche la pasta, la frutta e tutti gli altri cibi che prima non tollerava. Dopo parecchi anni, si mantiene nelle stesse condizioni di ottima salute.
Note: 1 Il più: delle volte l'invincibile ripulsione per determinati cibi (che vengono ugualmente ingeriti, o contro voglia o con timore, possono causare reali sofferenze) non è dovuta a un difetto dell'apparato digerente, ma solo all'autosuggestione che sregola le ghiandole e gli organi. 2— Per quanto concerne il «megaretto» ed altri difetti ritenuti congeniti, come megaesofago, deviazione del setto sanale, ecc., si prospettano due possibilità o ipotesi: primo, che il disturbo non sia congenito ma causato da qualche funzione difettosa; secondo, che sia realmente congenito, ma viene tuttavia corretto, o reso inoffensivo da funzioni compensative. Sarebbe quindi, in ogni caso, la psiche a causare o a correggere il difetto. 3)— La guarigione mediante l'ipnosi si può dire definitiva, perché, assieme all'eliminazione dei sintomi, viene normalizzata la psiche del soggetto.

Caso N. 3 — P. P. — SINGHIOZZO — Si presentò un giorno, accompagnata dal marito e da un gruppo di familiari, una giovanissima signora che presentava un continuo e rumoroso singhiozzo, con una forte scossa in tutto il corpo.

Alcuni tnesi prima, mentre era al terzo mese di gravidanza, era insorto questo singhiozzo (che tra l'altro le aveva provocato l'aborto) del quale non era riuscita a liberarsi, nonostante fosse stata ricoverata due volte in ospedale, per il periodo complessivo di oltre un mese.

Le praticai subito una seduta, durante la quale cessò completamente il singhiozzo che non si ripeté neppure dopo il risveglio. Quando tornò due giorni dopo, mi riferì che dopo la seduta precedente aveva avuto solo uno o due singhiozzi. Le praticai una seconda seduta e da allora non ebbe più nulla.
 

Note: — La medicina ufficiale si trova spesso impotente anche in disturbi o malattie banali che possono tuttavia provocare molte sofferenze e noie, mentre sono risolte rapidamente con l'ipnosi.

Caso N. 4 — P. B. — SCLEROSI A PLACCHE - STIPSI OSTINATA — Parecchi anni fa praticai alcune brevi sedute a un uomo di oltre 50 anni, affetto da vari anni da sclerosi a placche, con atassia, disartria e grave deperimento. Per percorrere alcune centinaia di metri, appoggiato a un bastone, era costretto a riposarsi parecchie volte. Era inoltre affetto da una stipsi ostinata, per cui era costretto a prender una purga o forti lassativi ogni 5 o 6 giorni. Dopo una breve ipnoterapia potè di nuovo percorrere diverse centinaia di metri, a piedi, senza stancarsi e regolarizzò così bene l'alvo che continuò per parecchi anni a defecare regolarmente ogni mattina.
Nota: —Questo dimostra come con l'ipnosi si possa guarire perfettamente e per un lungo periodo la stipsi più ostinata, anche quando, come in questo paziente, c'era da sospettare che la stipsi stessa fosse causata da paresi dell'intestino e degli sfinteri.

Caso N. 5 — A. P. — PLEURITE CHILOSA - LINFANGIOMA — Parecchi anni fa, quando cominciavo con maggiore interesse a occuparmi dell'ipnoterapia , incontrai per caso in una clinica un collega il quale mi riferì che sua moglie si trovava ricoverata in quella casa di cura in condizioni gravi e preoccupanti. Mi raccontò che da alcuni mesi aveva accusato una notevole astenia e qualche difficoltà respiratoria alla quale tuttavia non aveva dato molto peso, avendola attribuita a una crisi depressiva alla quale talora andava soggetta.
Essendosi i disturbi aggravati, l'aveva visitata e le aveva riscontrato un notevole versamento pleurico bilaterale. L'aveva ricoverata e le erano stati subito estrati quattro litri di liquido pleurico. Successivamente le avevano estratto varie volte parecchi litri dello stesso liquido che era risultato chiloso. Le era stata quindi applicata una sondina in permanenza con una minuscola elettropompa che aspirava ogni giorno 250 grammi di tale liquido. Nel centrifugato erano state riscontrate cellule in degenerazione corionepiteliomatosa.
Fu a questo punto che incontrai il collega che era molto scoraggiato anche perché, come egli stesso mi riferì, il direttore della clinica gli aveva fatto capire che c'era poco da sperare.
Gli proposi di farle alcune sedute di ipnosi. Pur essendosi dichiarato scettico, si degnò tuttavia di acconsentire. La signora
risultò discretamente sensibile all'ipnosi e arrivò a una trance abbastanza profonda.

Tornai due giorni dopo e trovai la paziente già notevolmente migliorata: il liquido si era subito ridotto da 250 a 39 grammi, come ebbi modo di notare nella sua cartella clinica. Dopo alcune altre sedute il versamento cessò del tutto, le condizioni generali migliorarono rapidamente, tanto che venne presto dimessa senza che fosse stata formulata alcuna diagnosi.
Nonostante avessi consigliato di continuare la cura ipnotica dopo dimessa, non si fece vedere o sentire mai più. Seppi in seguito che era stata benissimo per parecchi mesi ma che a un certo punto aveva ripresentato la stessa sintomatologia, come del resto avevo tra me stesso temuto, non essendo stata completata la cura. Suo marito l'accompagnò allora in Continente. Dopo vari esami e peripezie fu deciso di aprirle il cavo pleurico a scopo esplorativo. Le venne così riscontrato un linfangioma diffuso che fu subito estirpato, portando alla guarigione definitiva della paziente.

Note: 1— La grandissima maggioranza dei medici sono del tutto ignoranti di ipnosi e di medicina psicosomatica e di conseguenza considerano queste materie come qualcosa di superfluo o almeno di scarsa incidenza nel campo medico. Ciò dimostra quanto sia lento e difficile il cammino della verità e quanto ancora resti da fare prima che l'ipnoterapia possa dare alla società tutti i benefici di cui è capace. L'indifferenza e l'ostilità dei medici è d'altronde spiegabile e giustificata da un timore più o meno conscio di diminuire il loro prestigio o danneggiarne notevolmente gli interessi. L'ipnoterapia infatti, se largamente praticata, porterebbe come conseguenza alla necessità di tagliare molti rami secchi all'albero troppo frondoso della medicina ufficiale. 2 — In questo caso, pur notevolissimo per i primi risultati ottenuti rapidamente (forse era stata bloccata la incipiente degenerazione cancerosa), se l'ipnosi fosse stata praticata molto più a lungo, si sarebbe quasi sicuramente evitato l'intervento, perché il linfangioma non avrebbe progredito e sarebbe rimasto per sempre inoffensivo e inavvertito, come avviene il più delle volte. 3 — Questo caso dà un ulteriore prova di come sia spesso facile eliminare con l'ipnosi un notevole versamento pleurico, bloccando l'essudazione, forse per la rapida rimarginazione di piccole erosioni, ulcerazioni e ferite. Nello stesso modo vengono frenate le emorragie di qualunque genere.
 
Fin dall'età di 17 anni ho praticato l'ipnosi per gioco, negli scarsi ritagli di tempo che riuscivo a togliere alle mie varie pressanti occupazioni. Dico per gioco, ma insistevo nel praticarla perché spinto dalla fiducia nelle sue notevoli possibilità nel campo terapeutico. Ho anzi il rimpianto di essermi dedicato sistematicamente all'ipnoterapia solo da pochi decenni e sempre con notevole discontinuità.
Ho avuto modo di trattare con ottimi risultati anche numerosi casi di malattie organiche che usualmente gli altri ipnoterapeuti trascurano; forse perché sono convinti che in tali malattie l'ipnosi non possa dare alcun risultato. Per quanto riguarda la psicosomatica, qualche suo problema mi lascia alquanto perplesso, per es. la «specificità dei sintomi». La maggior parte degli studiosi cercano di chiarire ogni sintomo o malattia psicosomatica con gli stessi criteri adottati dalla psicanalisi nello studio delle nevrosi. Così, in ogni paziente, con sforzi erculei, tempo prezioso e argomentazioni lunghe e tortuose, tentano di trovare a ogni costo il «tipo psicologico» corrispondente a quella determinata malattia, ovvero vedono in un dato sintomo il «linguaggio simbolico» di un determinato organo.
La notevole esperienza di cure ipnotiche mi consente di dubitare della fondatezza della specificità dei sintomi, che non ritengo affatto dimostrata. Sono dello stesso parere di Cazzullo, Kolle ed altri, che negano tale specificità. Non è certo agevole, anche in queste opinioni contrastanti, accertare la verità. Interessa tuttavia rilevare che, con l'ipnoterapia, se applicata correttamente e abbastanza a lungo a pazienti sufficientemente sensibili all'ipnosi, si ottiene un'alta percentuale di guarigioni definitive pur senza tener conto di tale presunta «specificità» e senza indagare nell'inconscio con metodi analoghi a quelli della psicanalisi.
Col metodo (selvaggio?) da me adottato, si impiega minor tempo e quindi si può curare e guarire un maggior numero di pazienti, ottenendo risultati non certo inferiori a quelli della psicanalisi o delle cure psicosomatiche o ipnotiche effettuate coi metodi di indagine dell'inconscio, derivati da Freud.
Si ha l'impressione che spesso la medicina fa apparire troppo difficile ciò che è facile e complicati anche i concetti più semplici, forse per mascherare le proprie difficoltà dottrinali e terapeutiche.